Selvaggia Lucarelli e la Sicilia, tra bellezze e … disagi

Dietro ogni vacanza, anche la più bella, è sempre in agguato il possibile disagio che, spesso, ha il potere di rovinarla.

Quando poi a soffrirlo è un personaggio molto famoso, che fa della comunicazione il suo punto di forza e che usa i social per esigenze professionali, tutto si amplifica.

E’ quanto sta accadendo tra Selvaggia Lucarelli … e la Sicilia, in particolare Noto.

La giornalista, opinionista e influencer è reduce da un soggiorno sull’isola in “modalità famiglia” (insieme a lei ci sono infatti il compagno Lorenzo Biagiarelli e il figlio Leon) nel quale ha visto e documentato su Instagram tantissime bellezze, ma che si è chiuso anticipatamente per disagi non da poco sofferti a Noto.

Da dove cominciare? Forse dalla fine. Domai andrò via da Noto con qualche giorno di anticipo dalla tabella di marcia – scrive – Dovrei dire che sono delusa da quello che ho visto, ma la verità è che sono delusa da quello che ho capito.

Ho avuto un’esperienza disastrosa (la prima nella vita) nell’affittare una casa e tutto questo, come un vaso di Pandora il cui contenuto è un caos indifferenziato, mi ha mostrato la difficoltà nel dire le cose ad alta voce da queste parti.

Il post, volutamente “forte”, prosegueche novità, direte voi. Già, l’unica novità sta nel fatto, forse, che per la mia promozione (sempre gratuita e senza alcun ritorno) di un luogo in cui sono in vacanza, questa volta ho deciso di non scegliere solo le foto migliori.

Perché mostrare solo la bellezza (abbagliante) di questa Sicilia sarebbe tradire il mio mestiere e il mio piacere.

Selvaggia dettaglia le problematiche e le mostra in fotonella casa in cui sono ho avuto mille problemi: luce e acqua che andavano via per problemi in parte dell’Enel e in parte del locatore che ha una trivella per l’acqua e nessun generatore.

Soprattutto, mentre raggiungevo le mete più belle di questa Sicilia, mi imbattevo nelle cose più brutte.

Quella Noto che tanto avevo immaginato era coerente nella sua meraviglia finché non si allargava lo sguardo. Noto è stretta in una morsa di rifiuti prepotente e nauseabonda. Rifiuti che non si nascondono, ma che sono ovunque.

Nelle vie che portano alla cittadina, davanti agli ingressi dei grandi resort, sulle strade per l’oasi di Vendicari, nella stessa Noto, se si sposta lo sguardo poco più in là dal centro.

Frigoriferi, pannolini, tv, perfino un biliardino in bella vista. E poi discariche abusive ovunque a cui si dà fuoco, che si rigenerano all’istante”.

Selvaggia è polemica anche, e soprattutto, con le istituzioni “il paradosso è che qui la differenziata è obbligatoria – rileva – si paga la Tari e il comune fornisce i cesti (mastelli) per suddividere. Si passa a prelevare il tutto porta a porta. C’è circa il 60% di evasione. Chi non vuole pagare, chi ha la casa abusiva e non vuole auto-denunciarsi, chi si scoccia nel separare la carta dalla frutta”.

Parole pesanti quelle della 47enne che hanno stimolato la replica del sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, che ha scritto una lettera aperta alla Lucarelli nella quale però, ridimensiona la portata delle sue parole

penso che nessuno di noi avrebbe voluto vivere questa brutta esperienza che trasforma la serenità di una vacanza in un incubo e, come riferitole telefonicamente, il nostro disappunto e la nostra condanna per quanto da lei e dai componenti della sua famiglia vissuto è totale e senza riserve.

Non è il caso, in questa sede, stabilire se una parte di responsabilità possa essere attribuita alla compagnia elettrica, non avrebbe senso: ha senso il disagio, la rabbia, le vacanze tanto agognate e sfumate, ecc..

Anche in questo caso ci saranno luoghi e ci sarà tempo per recuperare, nel rispetto della legge, i propri sacrosanti diritti violati, attraverso il ristoro del danno subito.

Tuttavia, evidenzia ancora il primo cittadino “come il suo disagio merita comprensione e rispetto, allo stesso modo la nostra città e il nostro territorio, luoghi unici e ricchi di storia, meritano, anzi esigono, altrettanto rispetto pur nella consapevolezza che molti di noi, che questi luoghi abitiamo, siamo lontani dal farlo, anzi, molto spesso, pronti a rincarare la dose rinnegandoli e profanandoli.

Le scrivo anche a nome di centinaia di imprenditori e commercianti seri, onesti, ospitali, premurosi e accoglienti, persone che hanno investito risorse della loro famiglia o che si sono indebitate credendo e scommettendo nelle potenzialità di questi luoghi straordinari.

Il sindaco aggiunge ancora “una disavventura può mai arrivare a mortificare una comunità che l’ha accolta a braccia aperte ? L’improvvisazione di un solo privato può compromettere per sempre la bellissima relazione nata tra l’eleganza delle nostre architetture, la ricchezza del nostro paesaggio e la sua straripante classe, la sua invidiata bellezza e, soprattutto, la sua versatile professionalità apprezzata da tantissimi fan e ammiratori?”.

“… abbiamo compreso – conclude con toni concilianti – che questa denuncia, da lei più volte sottolineata nei social, deve essere letta come accorata raccomandazione ad alzare il livello di attenzione perché in futuro fatti del genere non debbano più accadere

Un ridimensionamento della portata della denuncia che non è piaciuto a Selvaggia Lucarelli che ha controreplicato, tra l’altro, ed in media hanno fatto tam tam, che la sua non è stata una semplice disavventura bensì “il prodotto di un meccanismo mal funzionante, deleterio e tossico (metaforicamente e non) che la mia esperienza di turista e locataria racconta egregiamente”. 

E ancora: “non bastano un po’ di cipria e il rossetto per ingannare i turisti. E gli imprenditori (con cui ho parlato, mi creda) non sono certo felici di accogliere i turisti in una terra deturpata da frigoriferi lungo la strada e pannolini usati come guardrail”.

Foto – Instagram