Vacanze 2021: aumenta la propensione a spendere

Le vacanze 2021 sono spendendaccione. Lo dicono i dati raccolti da Club Med, secondo i quali il nuovo trend del turismo è il “revenge travel”, la voglia di spendere di più dopo un anno oltremodo parsimonioso.

Si vuole, quindi, recuperare quanto la pandemia ha tolto, capitalizzando i soldi non spesi.

Le prenotazioni registrate a febbraio dal tour operator francese indicano che il valore medio degli ordini è cresciuto del 20% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

I resort di Club Med in Turchia, Grecia e Portogallo sono attualmente le mete più popolari e sulla carta quelle che faranno in estate il pieno di turisti internazionali.

Una recente ricerca condotta dalla piattaforma di booking alberghiera inglese Hoo, indica inoltre che circa tre quarti di tutte le prenotazioni in 16 mercati chiave (il 18% in più rispetto al medesimo periodo del 2020) si muovono in direzione di una vacanza entro i confini nazionali, mentre nel 24% dei casi si preferisce spostarsi verso l’estero.

Anche nel caso di vacanze all’insegna dello “staycation”, comunque, i viaggiatori spenderanno di più.

Dall’aumento della domanda di soggiorni entro i confini nazionali, dipende il rincaro dei prezzi delle sistemazioni alberghiere nelle principali città e interesserà diversi Paesi.

A guidare la classifica dei Paesì più costosi il Marocco, con un rincaro previsto del 92%, mentre l’Italia, con un +43%, si posiziona fra la Francia (+44%) e il Regno Unito (+21%). In controtendenza, Sud Africa, Nuova Zelanda e Stati Uniti, dove il prezzo medio di un hotel nelle principali città è sceso negli ultimi dodici mesi del 35%, del 13% e dell’8%.

La preferenza al turismo interno, stando ai dati di Hoo, è più marcata a Singapore, in Nuova Zelanda, Australia, Sud Africa, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, con un indice di prenotazioni verso le strutture domestiche che supera il 90%. Messico, Marocco e Canada sono invece i Paesi dove si registrano le percentuali più basse per quanto riguarda la voglia di fare vacanze entro le frontiere nazionali.

La scelta della destinazione, per molti turisti, sarà anche legata al livello di inquinamento del luogo di vacanza, anche a costo di spendere di più.

La metà del campione di oltre 2.500 persone intervistate dalla piattaforma opterebbe per una città con una qualità dell’aria migliore e sarebbe disposto anche a viaggiare più lontano e a rimanere all’estero per un periodo più lungo.