Venezia ’78, nove minuti di applausi per Sorrentino

Paolo Sorrentino si commuove dopo la presentazione del suo film “È stata la mano di Dio”, in concorso alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia. Per lui ben nove minuti di applausi.

La nuova pellicola del regista premio Oscar è la più personale, intima e autobiografica. Racconta infatti la sua adolescenza, la perdita dei genitori a 16 anni e la decisione di trasferirsi a Roma per inseguire il sogno del cinema.

Il titolo riprende la famosa frase con cui il suo mito Maradona ha giustificato il gol all’Inghilterra ai Mondiali del 1986. Proprio per vedere la partita del Napoli a Empoli non seguì i suoi genitori a Roccaraso, dove morirono per una fuga di gas. “E’ una bellissima emblematica metafora – spiega – E’ un titolo che si riferisce al caso o al divino, io credo nel potere semi divino di Maradona… E’ un mio grande rammarico non aver potuto far vedere il film a Diego, il mio primo desiderio era questo“.

E a chi gli chiede perché proprio ora abbia sentito la necessità di raccontarsi risponde: “Perché ho l’età giusta, quella in cui si fanno i bilanci, ho fatto 50 anni, e tutto quell’amore vissuto e tutto quel dolore potevano essere declinati in un racconto cinematografico, mi sono sentito insomma abbastanza grande o maturo per affrontarlo“.

Nel cast Toni Servillo, Luisa Ranieri, Filippo Scotti, Teresa Saponangelo, Massimiliano Gallo, Betti Pedrazzi, Biagio Manna, Ciro Capano, Marlon Joubert e Renato Carpentieri.

(credits Instagram @labiennale)