28 maggio: Giornata Mondiale del Gioco

Il 28 maggio, in tutto il mondo, si celebra il Gioco. L’idea della ricorrenza venne a Freda Kim in qualità di presidente dell’ITLA (Associazione internazionale delle ludoteche) poi fu approvata dal comitato, a Seoul nel 1998. Le Nazioni Unite, quindi, hanno accettato la proposta e fissato la data.
Da allora le varie associazioni nazionali delle ludoteche, coadiuvate anche da altri organismi, hanno avviato la diffusione della pratica.

Oggi, in momenti di post quarantena e di progressiva riappropriazione degli spazi, ad essere richiesto è l’insegnamento ai bambini di un nuovo tipo di socializzazione, basato su aggregazione, socialità e attività motoria con i giochi di una volta, quelli ormai dimenticati.

Una metodologia pedagogica, sottolineano gli esperti, ispirata ai vecchi giochi di quartiere che prevedono il distanziamento sociale non come imposizione, ma come regole. Una proposta che mira a ripristinare le relazioni sociali alla base del corretto sviluppo psicofisico e sociale dei bambini, nel rispetto delle ordinanze. E così ecco rispolverate “La Campana”, “Un, due, tre stella”, il “salto della corda” e così via.
Giochi che fanno parte del patrimonio culturale degli italiani e che la Giornata Mondiale serve a riproporre.

E così la “Campana” non serve solo a saltare in sequenza su delle caselle disegnate con il gessetto, ma ad esaltare la coordinazione motoria, la stima delle distanze, la proiezione e la direzione. Con “un due tre stella” si assimila il concetto di prima, dopo, avanti e indietro. Giochi che impongono la valutazione dei limiti fisici e mentali nostri e degli altri, che funzionano come campanelli di allarme per farci diventare capaci di vivere in mezzo agli altri. Il tiro con la cerbottana è un gioco molto divertente per i bambini e non solo, semplice da creare e lo si può fare in ogni luogo, all’aperto e al chiuso. E ancora, un bastimento carico di, è tanti altri giochi dei nostri avi diventati moderni nell’epoca covid.