8 settembre: Giornata Mondiale dell’Alfabetizzazione

La Giornata internazionale dell’alfabetizzazione, istituita nel 1966 dall’Unesco, ha lo scopo di ricordare alle comunità l’importanza dell’istruzione per individui, comunità e società.

Perché se è vero che 4 miliardi di persone nel mondo sanno leggere e scrivere, parallelamente un quinto della popolazione adulta mondiale é analfabeta.

Tema dell’edizione 2020, “l’insegnamento e l’apprendimento nella crisi Covid-19 e oltre”, con particolare riguardo agli educatori e al cambiamento delle tecniche pedagogiche. L’emergenza sanitaria ha tenuto a casa oltre un miliardo di studenti che hanno interrotto la formazione ed anche molti programmi dedicati all’istruzione per adulti sono stati sospesi.

In occasione della ricorrenza, che cade l’8 settembre di ogni anno, SOS Villaggi dei Bambini ricorda infatti che la scuola rimane il più importante baluardo per contrastare l’emergenza educativa.

L’organizzazione lancia così un appello affinché si torni a investire sulla scuola: bisogna passare dal 3,8% attuale del PIL al 5% come nella media europea.

In Italia, ridurre il dibattito alla forma o alla misura dei banchi, sostiene SOS Villaggi dei Bambini, è fuorviante e non prioritaria, anzi il banco singolo non farà che aumentare l’isolamento dei bambini e ragazzi dopo mesi di DAD.

La pandemia, inoltre, ha amplificato il digital divide. Dei quasi 1,6 miliardi di studenti le cui scuole hanno chiuso, circa 463 milioni, oltre il 30%, non sono stati in grado di accedere alla didattica a distanza (dati Unicef).

Le disparità sono acute nei Paesi a basso reddito dell’Africa subsahariana, dove quasi il 90% degli studenti non ha accesso a un computer e l’82% non ha Internet da casa, secondo i dati dell’UNESCO.