Censis: nella Classifica delle Università italiane svettano Bologna (mega), Pavia (grandi), Siena (piccole)

La Classifica Censis delle Università italiane è giunta alla sua ventiduesima edizione.

Uno strumento creato per fornire orientamenti alle scelte di tutti gli studenti pronti a intraprendere la carriera universitaria. 

Presentata un’articolata analisi del sistema universitario italiano (atenei statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensioni) basata sulla valutazione delle strutture disponibili, dei servizi erogati, del livello di internazionalizzazione, della capacità di comunicazione 2.0 e della occupabilità. 

Sul sito del Censis consultabili tutte le classifiche. Complessivamente, sono 69.

La prima posizione tra i mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti) è occupata anche quest’anno dall’Università di Bologna, con un punteggio complessivo di 89,8.

Seguono Padova e La Sapienza di Roma, rispettivamente in seconda e terza posizione con i punteggi di 88,0 e 86,5. Sale in quarta posizione l’Università di Pisa (85,2), che scalza l’Università di Firenze, che retrocede al quinto posto, totalizzando 84,3.

Avanza di due posizioni l’Università Statale di Milano (82,7), che tra i mega passa dall’ottava alla sesta posizione. L’Università di Palermo si conferma settima, ex aequo con l’Università di Torino, con 80,8 punti. Chiudono la classifica dei mega atenei l’Università di Bari e la Federico II di Napoli, rispettivamente in penultima e ultima posizione.


È l’Università di Pavia quest’anno a detenere la posizione di vertice tra i grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti), con un punteggio totale di 91,0, superiore a quello dell’Università di Perugia, che dopo un lungo periodo di  primato retrocede in seconda posizione con 90,8 punti.

L’enorme crescita delle immatricolazioni registrata dall’Università degli Studi di Perugia negli ultimi due anni, con più di 20.000 nuovi immatricolati – ha detto il Magnifico Rettore Maurizio Oliviero – ci ha visto come Ateneo più in crescita del Paese nel 2020. Richiesti ora investimenti importanti a medio e a lungo termine sulle strutture, al fine di garantire la sostenibilità di aule, biblioteche e laboratori rispetto al numero degli studenti, specialmente se si vogliono mantenere standard qualitativi di eccellenza”. 

Scalano la classifica di una posizione l’Università della Calabria e l’Università di Venezia Ca’ Foscari, passando rispettivamente in terza e quarta posizione con un punteggio di 90,3 e 88,7. Salgono di due posti l’Università di Milano Bicocca (+13 punti nell’indicatore dei servizi per gli studenti) e l’Università di Cagliari (+10 punti nell’indicatore relativo a comunicazione e servizi digitali), rispettivamente in quinta e sesta posizione con i punteggi di 88,5 e 87,8.

Segue in settima posizione l’Università di Parma (86,8), a cui si accoda l’Università di Genova (85,7), ottava, avendo scalato tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno. Stabile in decima posizione l’Università di Roma Tor Vergata (85,0), seguita in undicesima posizione dall’Università di Salerno (84,8), che perde rispetto alla scorsa annualità 9 posizioni, a causa soprattutto dell’apprezzabile decremento dell’indicatore relativo a borse e altri servizi in favore degli studenti gli studenti (-28 punti).

Guadagna una posizione l’Università di Chieti e Pescara, che con il punteggio complessivo di 80,3 si colloca in quindicesima posizione. Chiudono, infine, la classifica dei grandi atenei statali l’Università di Roma Tre (78,8), l’Università di Catania (78,3) e quella di Messina (75,8), rispettivamente in terzultima, penultima e ultima posizione.


Apre la classifica dei medi atenei statali (da 10.000 a 20.000 iscritti) l’Università di Siena, che con il punteggio di 96,7 si guadagna la prima posizione, detenuta lo scorso anno dall’Università di Trento, che con 94,8 scende in terza posizione (a causa soprattutto della perdita di 10 punti nell’indicatore relativo all’occupabilità), preceduta dall’Università di Sassari (96,0), che guadagna una posizione (grazie soprattutto all’incremento di 15 punti nell’indicatore relativo a borse e altri servizi in favore degli studenti).

Anche quest’anno, stabile in quarta posizione c’è l’Università di Trieste, che totalizzando 94,5 punti precede l’Università di Udine (quinta con 94,0 punti), che perde due posizioni rispetto alla precedente classifica.

Scende di una posizione l’Università Politecnica delle Marche (91,2), attestandosi in sesta posizione, seguita dall’Università di Brescia (88,5), che si mantiene stabile al settimo posto.

L’Università del Salento (87,0) scende dalla sesta all’ottava posizione, seguita dall’Università di Urbino Carlo Bo (84,8), stabile in nona. Guadagna una posizione l’Università dell’Insubria (83,3), decima in graduatoria.

Ne perde una l’Università di Foggia (undicesima con 82,3 punti) e quattro l’Università del Piemonte Orientale (dodicesima con 82,0).

Chiude il ranking, in ultima posizione, l’Università di Napoli Parthenope, preceduta in penultima e terzultima posizione dall’Università di Napoli l’Orientale e dall’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro.