Cinema: Favino in vetta alla Power List di Ciak e Box Office

E’ una tradizione che, a pochi giorni dall’avvio della Mostra del Cinema di Venezia, che quest’anno si protrarrà dal 1° all’11 settembre, venga pubblicata la classifica dei manager e dei talent più influenti del cinema italiano.

Anche nel 2021, infatti, benché vadano tenute presenti le anomalie di un anno terribile per l’arte in genere, sottolineano i media, c’è stato spazio per il buon cinema e per la crescita di alcuni personaggi.

A redigere, come sempre, la Power list, il mensile Ciak, diretto da Flavio Natalia, in collaborazione con il quindicinale Box Office, guidato da Paolo Sinopoli.

A Ciak, il compito di valutare i 25 registi, attori e autori protagonisti quest’anno del nostro cinema; a Box Office quello di curare la classifica dei cosiddetti professionals.

Nei numeri dei due periodici in edicola, la descrizione delle motivazioni, dei punti di forza e di fragilità dei 25 “potenti” del nostro cinema.

Tra i talent, Pierfrancesco Favino conquista il primo posto. Nell’annus orribilis si è reinventato, aggiungendo al David di Donatello 2020, per Il traditore di Marco Bellocchio, la Coppa Volpi come migliore attore alla Mostra del Cinema di Venezia con quel Padrenostro con cui ha esordito anche in veste di produttore.

Al secondo posto, Ferzan Ozpetek, dopo il successo de La dea fortuna, del romanzo Come un respiro e della piece teatrale Mine vaganti, continua il periodo d’oro del regista che ha da poco concluso le riprese dell’attesissima serie Disney in otto puntate Le fate ignoranti, a vent’anni dal cult.

Al terzo posto, in crescita, Paola Cortellesi, che ha celebrato la stagione scorsa vincendo il Ciak d’oro del pubblico come Personaggio femminile dell’anno. L’attrice sta dando un contributo decisivo alla ripartenza del cinema in sala con Ritorno a Coccia di morto, sequel di Come un gatto in tangenziale.

Ancora attori nella top 5. Al quarto posto Elio Germano. Al Festival di Cannes 2010 ha vinto la Palma come migliore attore per La nostra vita di Daniele Luchetti, mentre a febbraio 2020 a premiarlo con l’Orso d’argento è stata la Berlinale (dove si è fatto apprezzare anche con Favolacce) per Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, che gli ha consegnato pure un David di Donatello.

La new entry Alessandro Gassmann chiude la top 5. Tra i big del cinema italiano entra l’attore amato dal pubblico, pluripremiato dalla critica e capace di alternare generi, toni e format. Dalla fanta-black comedy della saga di Non ci resta che il crimine al drammatico Non odiare, dalla leggerezza all’impegno sociale, dalla tv (I bastardi di Pizzofalcone, Io ti cercherò) al teatro: quest’ultimo alla base del nuovo film da regista, Il silenzio grande.

Il primo posto della classifica dei professionals è assegnato Dario Franceschini, Ministro della cultura che in un anno segnato dall’emergenza sanitaria, ha reso possibile un sostegno senza precedenti a tutta la filiera cinematografica italiana.