E’ la Giornata Mondiale del sonno: in Italia 9 mln dormono male

Sono almeno 9 milioni gli italiani che avrebbero necessità di rilassarsi dormendo ed invece soffrono di insonnia cronica.

Un numero elevato, che fa riflettere, tanto più che il 19 marzo è la Giornata Mondiale del Sonno organizzata fin dal 2008 dalla World Association of Sleep Medicine (Wasm),

Ma quante ore di sonno servono per stare bene durante il giorno?

Sicuramente non meno di 8 ore, perché, dicono gli esperti, chi dorme 6 ore a notte per due settimane perde due intere notti di sonno a rischio di crolli dell’attenzione ed i più giovani, se dormono meno di otto ore a notte, potrebbero farsi male facendo sport.

Anche una sola notte di sonno perso crea malesseri evidenti, il 46% di chi non dorme placidamente fa errori al lavoro e potrebbe anche ingrassare di più rispetto a chi riposa bene.

L’edizione 2021 della ricorrenza attira l’attenzione di tutto il mondo colpito dalla pandemia perché l’insonnia, insieme all’ansia e alla depressione, sono i mali dell’anno.

Sono sempre di più le app definite di sleep technology che promettono di regalare quel senso di rilassamento in più, utile a dormire meglio.

Tra i consigli raccomandata dagli esperti: stabilire un orario regolare per andare a dormire e per il risveglio; fare pennichelle non più lunghe di 45 minuti; evitare il consumo di alcolici 4 ore prima di andare a letto e non fumare. Evitare anche la caffeina 6 ore prima di andare a dormire, insieme a cioccolato, cibi pesanti o speziati,

Anche l’attività fisica prima di andare a letto potrebbe indurre insonnia, come la biancheria da letto scomoda o una temperatura della camera non invitante, i rumori fastidiosi e la luce.

Soprattutto, usare il letto per dormire e per fare l’amore, ma non per lavorare!

Gli insonni sono soprattutto donne ed anziani (il 60% del totale), secondo l’Associazione italiana per la ricerca e l’educazione in medicina del sonno.

Nei primi cinque mesi del 2020 sul motore di ricerca Google sono state eseguite 2,77 milioni di ricerche sull’insonnia, il 58% in più rispetto all’anno precedente, evidenzia anche una ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Sleep Medicine. 

Il grande bisogno di riposo ha portato ad un incremento delle vendite di rimedi ‘fai da te’ contro ansia ed insonnia che sono aumentate del 16,5%.

Sugli scaffali di supermercati e farmacie è boom di bevande nuove rivolte al popolo di insonni e ansiosi come tisane e camomilla ‘rinforzate’ con melatonina e magnesio per dormire meglio o con nuove ricette di erbe e verdure rilassanti; infusi e integratori calmanti e riposanti.