Editoria: “Il cielo d’erba” di Gianfranco Vergoni … per capovolgere la prospettiva

Può l’amore resistere a tutto?” E’ la domanda che campeggia sulla copertina de “Il cielo d’erba”, il romanzo d’esordio di Gianfranco Vergoni, edito da Longanesi.

Una storia poetica e dura, profonda e vera che parla di transizione di genere e che mette alla prova l’idea di amore, inteso come sentimento e non certo come sentimentalismo.

Più piani si intrecciano ne “Il cielo d’erba” – sentimentale, fisico, mentale, sociale, lavorativo – e nessuno di questi riguarda un solo individuo.

Accanto all’io narrante, Francesco, c’è Viola, amata e sposata, ed i rispettivi mondi, che, oltre ad intrecciarsi vicendevolmente, incontrano ed attraversano quelli di chi partecipa alle loro vite.

Lo snodo della vicendafatto salvo l’amore, percepito dalla prima all’ultima pagina – è il corpo. Se in Francesco rimanda alla rappresentazione di se stesso, per Viola è un involucro ingombrante, in cui riesce sempre meno a riconoscersi.

Eppure, in quel corpo che deve, può e riuscirà a modificarsi, con tutto il suo carico di strappi ed emozioni, c’è il segreto di un cambiamento di prospettiva che va oltre il fatto, per diventare uno strumento didattico con cui approcciarsi alla vita.

Nessuno dei personaggi, alla fine, sarà più come prima, ma l’inevitabilità del mutamento prelude ad una sorta di ri-nascita.

Il romanzo è già un caso letterario, perché riesce a fare luce su un percorso di trasformazione troppo spesso banalizzato, sottovalutato, quasi minimizzato o, peggio, deriso, anticipando quanto la cronaca più recente ha mostrato, ovvero la storia di Marco, che si accorge di aspettare un bambino durante la sua transizione.

La prossima città nella quale si parlerà de “Il cielo d’erba” è Perugia, dove venerdì 9 febbraio alle 18:00 alla Feltrinelli ci sarà la presentazione, alla presenza di Gianfranco Vergoni e con il supporto dello psicoterapeuta e psicodrammatista Enrico Santori, mentre Angela Pellicciari curerà la lettura di alcuni brani.

Non è un caso la scelta dell’Umbria. L’autore, infatti, rappresenta per il capoluogo una di quelle eccellenze capaci di tenerne alto il nome e di esportarne l’identità.

Gianfranco Vergoni ha intrapreso il cammino dell’arte, frequentando la danza al pari della coreografia, il musical al pari dell’operetta, la regia al pari – oggi – della letteratura, ma non ha mai dimenticato Perugia.

In più di trent’anni di teatro – con oltre cinquanta titoli all’attivo – ha tradotto e adattato copioni, vincendo premi importanti, ma pur vivendo a Roma, ha voluto mantenere i contatti con la città.

Per la famiglia, ma anche per non spezzare i legami con il luogo che l’ha visto crescere e formarsi, dalla scuola dell’obbligo al liceo “A Mariotti”, frequentato con eccellente profitto, ai corsi del Centro Professionale Danza “Floriana Mariotti” dove ha indossato le prime scarpette.

Il cielo d’erba” costituisce un debutto letterario (già un altro romanzo, comunque, sta per essere dato alle stampe – ndr) ma nella prosa matura, descrittiva senza essere mai troppo dura, delicata, tanto da superare gli stereotipi e la codardia del non detto – che esiste e vive – si radicano gli input di un percorso umano, personale e professionale ricco di incontri ed esperienze.