Federico Zampaglione racconta “Morrison” a Radio Subasio

Ogni giorno arrivavo sul set conscio che poteva essere il giorno in cui si sarebbero potute fermare le riprese. Mi motivavo pensando che il film era stato fatto per impegnare le persone, le maestranze, in un modo costruttivo, in un momento in cui l’arte sta soffrendo tantissimo“.

Così Federico Zampaglione, regista e frontman dei Tiromancino, introduce l’ultimo film Morrison – liberamente tratto dal suo romanzo Dove tutto è a metà scritto insieme a Giacomo Gensini – e girato in piena pandemia.

Il 20 maggio il film arriverà nelle sale cinematografiche e Radio Subasio incontrerà l’autore e regista mercoledì 19 maggio alle 18:10

Parleremo insieme del soggetto ed anche della fase di lavorazione, in un periodo, sicuramente, non facile.

Me lo ricorderò questo film – si legge nelle note di regia c’è voluto tanto coraggio e tanto amore per portarlo a termine, è stato un grido contro il buio. È servito sicuramente anche a me, per trovare qualcosa di positivo in cui impegnarmi durante quei lunghi mesi”.

Il film – racconta, tra l’altro – descrive un confronto generazionale in
cui il mondo dei giovani va a fare i conti con il mondo degli adulti
; da questo incontro nascono diversi imprevisti, nel bene e nel male.

Rispetto all’adattamento dal romanzo al film, Zampaglione spiega “nella stesura della sceneggiatura scritta con Giacomo Gensini abbiamo tentato di mettere in luce l’emotività dei personaggi e di focalizzarci sui punti più salienti della storia“.

Ed ancora “non ho mai chiesto agli attori di leggere il libro, ero convinto che ne sarebbero stati sviati, dato che nel libro la trama è più complessa, mentre nel film cerco di puntare tutta l’attenzione sugli aspetti emotivi”.

Nel cast del film anche due colleghi di Zampaglione, Ermal Meta, alla prima esperienza cinematografica e Alessandra Amoroso, che già nel 2015 aveva interpretato se stessa nella commedia romantica “Io che amo solo te”, diretta da Marco Ponti. 

Anche se Zampaglione non è nuovo alla macchina da presa, sarà interessante approfondire perché ha vissuto questo film come una
prima volta, essendo distante dai suoi lavori precedenti che si rifacevano al cinema di genere dark e horror.

Mentre nel cinema horror cerchi di portare lo spettatore verso atmosfere e stati d’animo di paura, qui ho dovuto affrontare sfaccettature molto diverse.

In Morrison è stato fondamentale approfondire le relazioni tra i personaggi – ha detto – le amicizie e gli amori, le vittorie e i fallimenti. In questo senso, mi sono rifatto molto alla mia musica. Ho trasposto in questo film un immaginario emotivo e umano che in passato avevo sempre evocato solo nei miei dischi