Gianni Versace: a 25 anni dalla morte Roberta Bruzzone scrive sul “delitto impossibile”

Si intitola “Versace, autopsia di un delitto impossibile”, il libro di Roberta Bruzzone, in uscita il 7 giugno.

Sono passati ormai 25 anni da quando, il 15 luglio 1997, Gianni Versace, stilista iconico degli anni Novanta, viene ucciso sulla soglia della sua meravigliosa villa, al 1116 di Ocean Drive, Miami.

Sono le 8.45 del mattino e il suo compagno lo trova in una pozza di sangue, le chiavi da una parte, il giornale dall’altra.

A sparare, come viene fuori dopo un’iniziale ipotesi di omicidio in odor di mafia, è stato Andrew Cunanan, party boy d’alto bordo della comunità gay, già responsabile della morte di altre quattro persone.

Cunanan, ventotto anni, è bello, intelligente, con un QI decisamente al di sopra della media: cosa lo ha spinto a uccidere a bruciapelo proprio Versace? Questo, così come tanti altri interrogativi sulle incongruenze dell’omicidio Versace, rimarrà un mistero.

Dopo una frenetica caccia all’uomo, l’FBI rintraccia Cunanan: in una house-boat nei pressi di South Lake, morto, ucciso con la stessa arma con cui ha portato a termine i suoi delitti.

In questo libro Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense, opinionista e personaggio televisivo, ricostruisce le tappe fondamentali di una storia torbida e controversa, ipotizzando piste alternative e raccontando quella che si può definire a tutti gli effetti “un’indagine imperfetta”.

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