Giornata della Memoria: Dureghello, è vaccino contro razzismo e antisemitismo

Nell’impossibilità di lavorare in presenza, di entrare nelle classi, di confrontarci con gli studenti, stiamo facendo uno sforzo per continuare a proporre un messaggio fondamentale.

La memoria della Shoah è un monito imprescindibile, indissolubile e quanto mai attuale nel presente e di fronte al quale non ci possiamo sottrarre“.

Nella Giornata della Memoria, che cade in un tempo segnato dalla pandemia, Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica romana, intervistata da Askanews, invita ad utilizzare la Memoria come “vaccino” contro il razzismo e l’antisemitismo.

In pratica, evidenzia, in “un anno particolare e diverso, in cui il dovere e il sentimento di rinnovare la memoria diventa un impegno ancora maggiore e forte, dobbiamo mettere a sistema l’esperienza maturata dell’uso delle nuove tecnologie, nelle maniere più efficaci possibili“.

Il 27 gennaio 2021 non potranno essere organizzate iniziative in presenza a causa del Covid, ma tantissime attività correranno sul Web.

“Attività – dice Dureghello – che ricordano le fasi successive alla deportazione, dopo il 16 ottobre, il podcast del museo ebraico di Roma in cui si racconta per voce dell’allora presidente Ugo Foa i giorni precedenti la deportazione.

Presentazioni di libri, interventi nelle accademie e nelle classi. Insomma, una presenza costruttiva e dialogica, interattiva e inter-relazionale con il mondo che ci circonda e che concretamente è un grandissimo lavoro, ma fatto con un sacrificio doveroso”.

A proposito delle nuove tecnologie e della rete, indispensabili in un momento come l’attuale, aggiunge però “la rete è uno strumento che si presta molto ad accalappiare i giovani e ad operare al posto di quella propaganda di cui tutti abbiamo sentito parlare di 80 anni fa

Essa, inoltre, “mette a disposizione delle masse dei canali per prevaricare sull’altro, semplificando l’analisi della realtà e di tutto quello che dovrebbe essere un normale spirito critico, per far confluire un messaggio di violenza“.

In tale prospettiva, poiché “i giovani non hanno quell’esperienza o quella formazione che in un adulto si auspica dovrebbe essere consolidata – prosegue – l’importanza del ruolo della scuola e di fare in modo che attraverso quello stesso strumento si possa arginare e raccontare e testimoniare e produrre il materiale che evidenzi le responsabilità“.

Ora, comunque, il testimone della Memoria passa ai giovani perché il rischio – sottolinea la presidente – è che quelle pagine vengano relegate soltanto ai libri di storia, quando il senso di una narrazione e dell’istituzione della giornata memoria è di un momento di focalizzazione della società sulla tragedia della Shoah è ben diverso”.

La raccolta del testimone da parte de giovani – conclude – dovrebbe essere un impegno e un monito morale di ciascuno a farsi carico della storia di un testimone o di un deportato o di una persona che non c’è più alla quale senza motivo è stata tolta la vita.

Quando avremo assunto questa consapevolezza il processo sarà radicato nelle nostre coscienze e quel “vaccino” contro il riproporsi di modelli o di esperienze come la tragedia e l’unicità della Shoah potrà in qualche modo essere efficace”.

Tra le iniziative ufficiali per il Giorno della Memoria, l’intervento di Noemi Di Segni e Sami Modiano, sopravvissuto all’Olocausto, al Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Parteciperanno anche la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina e la Presidente dell’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

L’evento potrà essere seguito in diretta streaming anche sui profili social del Ministero.