Giornata senza tabacco: l’acqua può aiutare ad allontanare il fumo

La Giornata Mondiale senza tabacco, che ricorre il 31 maggio, vuole promuovere la lotta al fumo di sigaretta. E’ ormai risaputo che il tabagismo sia pericoloso tanto per il fumatore che per quanti respirano il fumo delle sigarette altrui, oltre che per la Terra. Ogni volta che un mozzicone viene gettato ed entra in contatto con l’acqua, come rivela uno studio della ricercatrice Jessica Moerman, intitolato “Not Just an Eyesore: Analysis of Metals Leached from Smoked Cigarette Litter”, un mozzicone libera nell’ambiente tutte le sostanze tossiche che racchiude.

Eppure, per liberarsi dal vizio può bastare un gesto semplice, come bere un bicchiere d’acqua. Bere acqua ogni volta in cui si avverte il desiderio di fumare, oltre a sostituire psicologicamente il gesto di accendere la sigaretta, aiuta a reprimere l’impulso, allevia la secchezza della gola e accelera la disintossicazione dalla nicotina e l’eliminazione del muco dai polmoni. L’acqua gassata, inoltre, contribuisce a ridurre l’appetito, che spesso si accompagna all’astinenza dal fumo.

Come ricorda la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, il fumo di sigaretta è fra i maggiori fattori di rischio nello sviluppo del cancro. Chi riesce a liberarsi del vizio è premiato con una serie importante di benefici. A 20 minuti dall’ultima sigaretta la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca si normalizzano; dopo 12 ore i livelli di monossido di carbonio nel sangue calano e quelli di ossigeno si regolarizzano: dopo 24 ore i polmoni cominciano a ripulirsi dal muco e dai depositi lasciati dal fumo. L’organismo impiega due giorni a liberarsi della nicotina e dopo tre si comincia a respirare meglio e a recuperare energia. Dopo 1 anno il rischio cardiovascolare si dimezza rispetto a quello dei fumatori, mentre occorrono 15 anni per abbattere il rischio di tumore del polmone, tornando alla pari (o quasi) con chi non ha mai fumato.

La Giornata senza tabacco è stata indetta per la prima volta dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità il 7 aprile 1988, e da allora è stata accolta con crescente interesse da parte di governi, organizzazioni sanitarie e opinione pubblica. L’invito rivolto ogni anno all’opinione pubblica è astenersi per 24 ore dal fumo di sigaretta, con l’invito a smettere in via definitiva.
Secondo dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, il tabacco è responsabile nel mondo della morte di 7 milioni di persone (6 milioni a causa del consumo diretto, gli altri per esposizione al fumo passivo), un numero di vittime maggiore di quelle provocate da alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme.
In Italia si stima che le vittime riconducibili al fumo vadano da 70.000 a 83.000 ogni anno, un quarto delle quali di età compresa tra i 35 e i 65 anni. Secondo i dati ISTAT del 2017, i fumatori in Italia sono 10,4 milioni, quasi il 20 per cento della popolazione oltre i 14 anni di età. Il fumo, che fino a qualche tempo fa era un’abitudine tipicamente maschile, sta conquistando quote crescenti di donne, soprattutto il giovane età: un milione in più solo nel 2017 secondo uno studio dell’Istituto nazionale dei tumori.

L’edizione 2020 della Giornata senza tabacco punta a focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle strategie di marketing messe in atto per attirare i giovani verso il tabacco. La campagna della Giornata Mondiale si propone dunque di sfatare alcuni falsi miti e far emergere il concetto di manipolazione. Nel mirino c’è ad esempio la tendenza all’uso di aromi come la ciliegia, la gomma da masticare e lo zucchero filato, sapori che possono spingere a sottovalutare i rischi per la salute.