Il lato “oscuro” dello smart working

Come tutte le cose anche lo smart working ha i suoi lati “oscuri”: con il passare degli anni il nostro aspetto potrebbe risentirne, e parecchio pure.

Uno studio americano (condotto da un team di psicologi ed esperti di fitness) ha infatti “prodotto” Susan, ovvero il prototipo di una donna che per 25 anni ha lavorato da remoto. Il risultato non è affatto rassicurante.

Occhi rossi, infiammati e asciutti, problemi di peso, problemi di calvizie, ferite dovute alla continua azione del digitare sui tasti, spalle arrotondate e gobbe. Se non si prendono provvedimenti questo è quello che potrebbe succedere.

Lo smart working è un’opportunità che deve essere sfruttata nel modo giusto. Si è più liberi e indipendenti, ma dobbiamo stare molto attenti a salvaguardare la nostra mente e soprattutto il nostro fisico, con corrette posture e esercizi mirati.

(credits TgCom24 – IberPressNews)