Il trend dell’estate? Il Foodpairing

Conoscete il Foodpairing? E’ un metodo scientifico che consente d’identificare miscele di sapori sorprendenti. Fondato sull’idea che alcuni ingredienti si sposano bene se condividono composti odoranti simili, fa ritrovare, nello stesso piatto, ingredienti con composti molecolari simili che però, appaiono inconciliabili al gusto.

Se le ricette della nonna sono dei classici, il Foodpairing ha debuttato da tempo nel mondo della gastronomia e i più famosi chef l’hanno interpretato.

Cercando qualche esempio, il dolcetto macaron Ispahan (rosa, lampone, litchi) di Pierre Hermé o i lamponi abbinati ai piselli di Sang Hoon Degeimbre o ancora, il manzo con carote e cocco di Thierry Marx.

L’estate 2020 ha declinato il Foodpairing all’insegna dell’alcool! Spumanti, drink e cocktail con gin e whisky, insaporiti con frutta e ortaggi, spezie, erbe aromatiche e tanto ghiaccio o in forma di granita, hanno quasi soppiantato il vino, abbinandosi ai piatti in tavola.

ll gin tonic, con gocce di lime, accompagna anche un semplice piatto delle cene di mezzanotte estive come spaghetti aglio, olio e peperoncino. E’ l’intuizione sperimentata a Sorrento, nel cocktail bar certificato in Italia a preparare il vero martini dry in coppa e con oliva.

Oppure, suggeriscono dalla stessa struttura, pane burro e alici, l’antipasto più gettonato dell’estate 2020, si abbinano alla perfezione con gli spumanti, mentre il filetto di sgombro del Mediterrraneo si associa a whisky giapponesi, ma anche a sake, marmellata di arance amare, succo di limone e perfino tè bianco e camomilla.

Che dire poi dei rigatoni alla carbonara annaffiati con drink ad alta gradazione alcolica per valorizzare il sapore della pancetta! Il maialino al forno, con crosta croccante e dal sapore grasso, si può invece esaltare con bourbon speziato, purea di passion fruit, succo di arancia e limone.

Al sospetto che ci si possa alzare da tavola affaticati, perché i liquori non sono facilmente digeribili, gli esperti rispondono il segreto è dosare bene le gradazioni e calcolare a monte le calorie“. Costruendo un menù si deve considerare la scaletta alcolica, che deve essere graduale. Si comincia con 6 gradi per l’antipasto-aperitivo, si passa a 12 e poi a 22 gradi con i piatti di apertura. Si arriva a 30 gradi per piatti importanti e si chiude anche con 42 gradi di un Toki whisky puro, a fine serata.

Foto copertina – Claudia Deriu