Innovazione: mascherine trasparenti e corsi di lingua dei segni per i farmacisti

In questo periodo, le persone non udenti sono fortemente penalizzate dall’utilizzo delle mascherine, che nascondono le labbra degli interlocutori. Per cercare di supportarle in Umbria è stato sviluppato un progetto che vuole rafforzare l’immagine e l’identità della farmacia intesa in chiave sociale. Ad averlo ideato l’Afas – Azienda Speciale Farmacie di Perugia, nata nel 1973 come Azienda Municipalizzata per la gestione di quattro Farmacie, divenute oggi undici, distribuite su tutto il territorio comunale, oltre a tre sedi in gestione per conto dei comuni di Città della Pieve, Magione e Todi.

L’utilizzo delle mascherine trasparenti, infatti, permette di aiutare a leggere il labiale e facilita la comunicazione con i non udenti, almeno 700 in Umbria. Il Comune di Perugia ha appena approvato e avviato l’utilizzo di questo tipo di mascherine, insieme all’implementazione di corsi di lingua dei segni per i farmacisti affiliati. “Afas ha già provveduto ad acquistare le mascherine trasparenti per metterle a disposizione sia dei dipendenti sia in vendita all’utenza – ha spiegato il Direttore Generale, Raimondo Cerquiglini – già dall’anno scorso abbiamo avviato contatti finalizzati a organizzare corsi di apprendimento della lingua dei segni per i farmacisti, un percorso molto lungo che richiede anche tre anni di studio per essere perfezionato”.

“Un’iniziativa perfettamente in linea con la vocazione di Afas, da sempre vicina innanzitutto alle fasce deboli della popolazione – ha dichiarato il Presidente Antonio D’Acunto – per noi è una vera e propria missione incarnare il ruolo della farmacia sociale, attenta alle esigenze di tutti, anche degli ultimi”.