Michel Piccoli: Stabile dell’Umbria gli dedica prossima iniziativa

“Rammento le nostre passeggiate a Perugia, le chiacchierate, i ricordi emozionati e condivisi sul grande maestro Patrice Chereau, gli abbracci e l’amicizia. Un incontro che porterò con me per sempre a testimonianza della potenza del confronto umano e artistico che ha il potere di farti vedere il mondo con colori inediti, mai visti“.
Così il direttore del TSU (Teatro Stabile dell’Umbria), Nino Marino, profondamente toccato dalla scomparsa dell’attore 94enne Michel Piccoli, uno dei mostri sacri del cinema francese, che “gli spettatori spiega – avevano conosciuto al Morlacchi nel 2005 per lo spettacolo Ta Maindans la mienne di Peter Brook e nel 2015 al Teatro Cucinelli di Solomeo con lo spettacolo Gainsbourg poete majeur insieme a Jane Birkin” vuole dedicare all’attore scomparso la prossima iniziativa di vicinanza al pubblico studiata dal TSU per riempire il momento di inattività.

Si tratta de il “Journal del Confinement” di Wajdi Mouawad che il 20 maggio sarà condiviso sui siti web e i social network dello Stabile umbro e su quelli del Théâtre National de la Colline di Parigi. Mouawad, autore, attore e regista teatrale, direttore del teatro parigino, uno dei più importanti della scena francese, dal 16 marzo ha iniziato a pubblicare pagine di un suo diario di confinamento. Un diario di grande levatura drammaturgia, intimo e allo stesso tempo universale che irradia teatro e che racconta il presente proponendo nuove strade di comprensione. Dopo aver condiviso con lo Schaubühne di Berlino e il giapponese Shizuoka Performing Arts Center la pagina del 18 maggio verrà condivisa in esclusiva appunto per lo Stabile dell’Umbria e l’autore rivelerà la venticinquesima giornata del suo “Journal del Confinement” , tramite una versione video sottotitolata in italiano e francese.

La scelta di condividere Le Journal de confinament, spiega una nota del TSU, nasce dal desiderio di accorciare le distanze tra persone e Paesi attraverso lo strumento della cultura. Pagine commoventi e meravigliose che partono dall’esperienza di Mouawad con il padre, parlano dei sentimenti che questa pandemia ha suscitato nelle persone anziane chiuse nelle case di riposo, della loro solitudine, della loro fragilità e dell’incubo che consisterà a scegliere chi, tra la gioventù e la vecchiaia, tra l’economia e la vita dei più fragili, ci toccherà sacrificare.

Intanto prosegue anche “Te lo dico all’orecchio”, il progetto di teatro al telefono, che vede gli attori del Teatro Stabile dell’Umbria, chiamare, su prenotazione, il pubblico per leggergli poesie, teatro e, letteratura.
Iniziato la scorsa settimana, sta riscuotendo molti apprezzamenti. Le proposte degli attori spaziano dalla prosa alla poesia, dagli autori classici a quelli contemporanei, da brani celebri a quelli inediti. Solo per citarne alcuni: Morte a credito di Céline, Il cuore rivelatore di Poe, La montagna incantata di Thomas Mann, Il giovane Holden di J.D. Salinger, Wanda di Luttazzi (da Adenoidi), Gli amori difficili di Calvino, Il ritratto di Dorian Gray di Wilde, Alla ricerca del tempo perduto di Proust, Gente di Dublino di Joyce, Il coltello di Grossman, Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer, Open di Andre Agassi, Novecento di Baricco, Il giardino dei Finzi Contini di Bassani, La vagabonda di Colette, Giorni Felici di Samuel Beckett, Sui danni del tabacco di Cechov, La Traviata di Lella Costa.