Nino Manfredi avrebbe 100 anni: nell’omaggio del figlio vita e arte

Se fosse in vita, quest’anno, il 22 marzo, Nino Manfredi compirebbe 100 anni.

E’ stato una grande attore ed un interprete dell’italianità, nelle sue peculiarità più o meno nobili ed anche nella voglia di cantare – quel Tanto pe canta” portato come ospite al Festival di Sanremo del 1970 è rimasto negli annali della kermesse e della storia del costume – così, liberamente!

Non solo per questo, però, il figlio Luca ha voluto omaggiarlo con un docu-film dal titolo “Uno, nessuno, cento Nino.

Un documento ricco di materiale inedito che, spiega Luca Manfredi nell’intervista resa ad un noto quotidiano “finora era riservato agli studenti di cinema. Un viaggio lungo i 60 anni di carriera di mio padre, accompagnato da Massimo Ghini, girato quando Nino compì 80 anni“.

Dell’omaggio fa anche parte un libro “Un friccico ner core“, nel quale il figlio parla ancor più di vita e non solo di arte.

Dalla notizia della nascita di Tonina, frutto di una storia senza seguito, mai confessata da Nino, ma dice sempre Luca “abbiamo dovuto fare un mutuo per liquidarla dall’asse ereditario” ai dissidi padre-figlio per ragioni artistiche.

Il cinema lo rese protagonista di pellicole indimenticabili, cucite addosso al suo essere. Da “Nell’anno del Signore” di Gigi Magni dove fu cantore della romanità a “Pane e cioccolata“, dove si affrontano le dinamiche della condizione dell’emigrato che continua a sentirsi italiano pur dovendo integrarsi.

Nell’attaccamento alle sue radici c’è l’essenza dell’uomo, che va oltre il personaggio.In giardino aveva il pollaio – dice sempre il figlio – il suo piacere era prendersi le uova fresche“.

Eclettico e piacione, non disdegnava il tradimento … anche se rimase sempre legato alla famiglia. “Era come se volesse consumare e bruciare la vita che non aveva vissuto negli anni giovanili in sanatorio” un’altra delle riflessioni di Luca … senza alcuna volontà di giudicare.

Per la moglie Erminiail senso del peccato l’ha afflitto tutta la vita” ed ancora “era pirandelliano, uno e centomila, gli 80 anni li viveva male, aveva paura di essere dimenticato, di non farcela, ma davanti alla macchina da presa si faceva bambino e tornava a essere un grande attore“.

E, aggiungiamo noi, di mantenere comunque la schiena dritta davanti alla macchina da presa della vita.

Foto: Instagram dal film “Operazione San Gennaro”