Papa Francesco da solo in Piazza San Pietro per preghiera in mondovisione

Un momento straordinario di raccoglimento in tempo di pandemia da condividere con il mondo. Per rispondere con la forza della preghiera ai pericoli del presente ed alla consapevolezza della nostra finitezza.

E’ quello che vedrà protagonista Papa Francesco, oggi, venerdì 27 marzo, alle 18:00. Da solo, sul sagrato della Basilica di San Pietro, davanti ad una piazza vuota inviterà alla meditazione, impartirà la benedizione Urbi et Orbi (quella di Natale e Pasqua) e concederà l’indulgenza plenaria.

Un’iniziativa di grande impatto emozionale, destinata ad entrare nella storia ed a colpire, come spesso accade con Papa Francesco anche i non cattolici, nello spirito di quell’invito alla preghiera con tutte le religioni lanciato da Papa Giovanni Paolo II.

Il Pontefice lo aveva annunciato lo scorso 22 marzo al termine dell’Angelus, invitando tutti a partecipare spiritualmente, attraverso i mezzi di comunicazione, per ascoltare la Parola di Dio, elevare una supplica in questo tempo di prova e adorare il Santissimo Sacramento.

Il momento straordinario di preghiera in tempo di pandemia – spiega una nota del Vaticano – durerà circa un’ora. Nei pressi del cancello centrale della Basilica Vaticana saranno collocati l’immagine della Salus Populi Romani e il Crocifisso di San Marcello. Si tratta del crocifisso che nel 1552 fu portato in processione per i quartieri di Roma perché finisse la “Grande Peste” e che oggi dalla chiesa di San Marcello al Corso sarà trasferito a San Pietro.

Dopo l’ascolto della Parola di Dio, Papa Francesco terrà una meditazione.

Il Santissimo Sacramento sarà esposto sull’altare collocato nell’atrio della Basilica Vaticana. Dopo la supplica, seguirà il rito della Benedizione eucaristica “Urbi et Orbi”. Il Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro, pronuncerà la formula per la proclamazione dell’indulgenza. L’indulgenza – spiega Avvenire, quotidiano della Cei – è la totale o parziale cancellazione della pena temporale dovuta per i peccati già confessati e perdonati sacramentalmente.

Il momento spirituale di venerdì avrà una forza straordinaria, perché sarà la preghiera di un Papa preoccupato non solo per la salute dell’umanità ma anche per quella di chi gli sta accanto e per la propria.

L’iniziativa è stata introdotta e commentata dai media di tutto il mondo. Fra questi Agi scrive tra l’altro “La piazza disegnata dal Bernini, al tramonto romano, è di una forza assoluta quando è completamente vuota. Quegli spazi perfetti parleranno in un modo più preciso che se fossero gremiti fino a scoppiare. Ci sono momenti in cui non abbracciarsi è più carnale di stringersi; ci sono circostanze in cui l’assenza e il vuoto, colmano più del pieno. Ci sono momenti in cui le uniche parole giuste da dire sono quelle non dette, ci sono momenti in cui scoprire quanto può parlare la bocca quando è chiusa, perché può mandar giù lacrime. …. Piazza San Pietro vuota con il Vescovo di Roma aggrappato all’Eucarestia sarà di una forza tremenda. Perché il silenzio e il vuoto fanno l’unica cosa che si può fare quando si è nel male: non dimenticare, riascoltare, custodire nel cuore. Come Maria. Il silenzio e il vuoto sono l’unica colonna sonora del dolore. Smettere di parlare non è tacere: è fare spazio. Quello spazio che viene materializzato dal vuoto di Piazza San Pietro perché si veda che ciò che è troppo grande rimanga così, troppo grande. Però rimanga anche in noi e con noi: nel nostro cuore e nella nostra memoria. L’anziano che muore solo e nudo, intubato, nella corsia di un ospedale italiano che non ha la terapia intensiva, di quali parole potrà mai avere bisogno? Ma il mio silenzio e il mio spazio vuoto mi faranno impregnare del suo silenzio, lascerà depositare tutto nella mia memoria. Per non dimenticare.