Scuola: WWF, lezioni all’aperto per ripartire in sicurezza

Benché garantire un ritorno a scuola in sicurezza stia apparendo una corsa contro il tempo, una soluzione potrebbe venire anche dagli spazi esterni degli istituti scolastici.

Se ne fa portavoce il WWF, che in vista delle riaperture del 14 settembre, plaude alle ipotesi di sfruttare maggiormente giardini e cortili.

Potrebbero rappresentare, infatti, spazi ulteriori rispetto alle aule, capaci di garantire a studenti e docenti la sicurezza data dall’aria aperta.

Secondo i dati UNESCO sono 190 i Paesi del mondo che hanno chiuso le scuole e 1,57 miliardi gli studenti coinvolti, circa il 90% della popolazione studentesca.

La didattica a distanza ha tamponato il rischio di far saltare un intero anno scolastico, ma l’aggregazione resta un elemento caratteristico della scuola. Lo riconoscono i documenti del Comitato Tecnico Scientifico: “la sospensione delle attività scolastiche e il successivo isolamento hanno determinato una significativa alterazione della vita sociale e relazionale dei bambini e ragazzi, determinando al contempo una interruzione dei processi di crescita in autonomia, di acquisizione di competenze e conoscenze, con conseguenze educative, psicologiche e di salute che non possono essere sottovalutate” (dal verbale n. 82 della riunione del CTS del 28 maggio 2020).

Per il WWF gli spazi esterni ai plessi costituirebbero un patrimonio da non sottovalutare. Solo sommando le aree verdi degli istituti scolastici di Roma si ottiene una superficie equivalente a quella di villa Borghese, circa 80 ettari. “Metrature” interessanti se moltiplicate per i 58.842 edifici scolastici presenti in Italia (dati MIUR).

Questi spazi aiuterebbero a garantire il distanziamento, limitando il rischio di contagio, e sarebbero volano di benessere dei più giovani e qualità dell’offerta educativa.

L’outdoor education è al centro dell’attenzione degli educatori moderni, quanto la tradizione pedagogica, da Maria Montessori a Giuseppina Pizzigoni, riconosceva come gli esterni spazi della scuola e il contatto con la natura fossero parte integrante dei progetti educativi.

Tanto più oggi, in cui è sempre più diffusa in bambini e ragazzi la “sindrome da deficit di natura” e in cui è necessario valorizzare e stimolare nei più giovani la cura del territorio e dell’intero Pianeta.

E’ un paradosso – scrive ancora il WWF – che giardini, cortili e spazi aperti delle scuole siano dei luoghi “fantasma” sia per gli amministratori che per gli educatori.

Il WWF annuncia così una campagna, affinché in un momento di riflessione e di investimenti economici sulla scuola si colga l’occasione per ripensarne in modo integrato gli spazi esterni, valorizzandoli, riqualificandoli e utilizzandoli a beneficio degli studenti e della società.