Simone Cristicchi su chiusura teatri: sono luoghi sacri. Cresce la protesta

CIAO TEATRO. E così si torna a casa. Per l’ennesima volta. Repliche annullate, alcune rimandate, quelle programmate ma chissà se confermate. Tanti dubbi, quanta approssimazione, senso di offesa. Giudicati alla stregua di fast food. I teatri, luoghi sacri, uniche isole rimaste dove bere acqua di sorgente”

Usa parole empatiche, Simone Cristicchi, per descrivere quello che sta accadendo in tutta Italia. La chiusura di teatri e cinema, imposta dal DPCM del 24 ottobre è un colpo durissimo e la protesta che cresce ha il suono di una sconfitta. Quella di sconfessare quanto viene ripetuto da sempre, ovvero che la bellezza, la cultura, la possibilità di allargare la visione, abbia anche un quell’effetto consolatorio e costruttivo, al di là del fatto che rappresenta una voce del Pil.

Il nuovo Dpcm con le misure anti Covid firmato dal governo, infatti, prevede “la sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi, anche all’aperto’‘.

Siamo maghi, saltimbanchi, donne scimmia, forzuti e fragili – scrive ancora il cantante e attore siamo uomini e donne del fantastico mondo dello spettacolo. Quelli che vi fanno ridere, piangere, sopravvivere al Nulla che avanza. Non siamo indispensabili? Semplicemente SIAMO, e per questo, anche NOI, sacri.

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CIAO TEATRO. E così si torna a casa. Per l’ennesima volta. Repliche annullate, alcune rimandate, quelle programmate ma chissà se confermate. Tanti dubbi, quanta approssimazione, senso di offesa. Giudicati alla stregua di fast food. I teatri, luoghi sacri, uniche isole rimaste dove bere acqua di sorgente. Siamo maghi, saltimbanchi, donne scimmia, forzuti e fragili: siamo uomini e donne del fantastico mondo dello spettacolo. Quelli che vi fanno ridere, piangere, sopravvivere al Nulla che avanza. Non siamo indispensabili? Semplicemente SIAMO, e per questo, anche NOI, sacri. #simonecristicchi #simonecristicchiteatro #socialmediateatro #teatro #prosa #teatrocivile #teatrocanzone #ESODO #manualedivoloperuomo #happynext #miononnoèmortoinguerra #liromaniinrussia #magazzino18 #ilsecondofigliodidio #orcolat76 . . . . #simonecristicchimusica #songwriter #folkmusic #musician #musicapop #cantautore #tour #italia #love #biografiasimonecristicchi #libri #libro #socialmediamusic #socialmedialibri #socialpopup

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Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini in un tweet parla di “dolore …. Ma oggi la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute di tutti, con ogni misura possibile. Lavoreremo perché la chiusura sia più breve possibile e come e più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura

Parole che suonano vuote, tanto che superano già quota diecimila i firmatari dell’appello del mondo della cultura e dello spettacolo contro la chiusura.

Una lettera rivolta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro dei Beni culturali e del turismo partito da Cultura Italiae, l’associazione guidata da Angelo Argento che raccoglie direttori di musei, operatori culturali, protagonisti del mondo dell’impresa, delle professioni, dell’innovazione.

Non è il solo appello. Da Nord a Sud si stanno moltiplicando, come quello dell’Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo condiviso da Claudia Gerini.

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Non siamo tempo libero. Siamo lavoro e molto di più .non condividiamo le decisioni prese su cinema e teatro, e non da oggi. Come intendete sostenere i lavoratori? Perché non ci ascoltate, rispondendo alla nostra richiesta di un incontro? #dpcm I teatri , e I cinema non sono luoghi a rischio, si può mantiene la distanza , sempre. i lavoratori dello spettacolo( attori, come scenografi, elettricisti, tecnici del suono ,costumisti, truccatori, parrucchieri etc etc, la lista è lunga) che si trovano a dover affrontare,( così come altre categorie penalizzate) un fermo così grave, hanno bisogno di sostegno. Di ossigeno. Subito . #teatriaperti @dariofrances @giuseppeconte_ufficiale

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Ad essere sottolineata dagli addetti ai lavori l’assoluta sicurezza dei luoghi dove si fa cultura.

In un post Stefano Fresi – che doveva debuttare il 28 ottobre al teatro Morlacchi di Perugia nell’ultima produzione dello stabile dell’Umbria “Guerra e Pace”, ripropone la riflessione di Alessandro Benvenuti, condivisa da moltissimi suoi colleghi.

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#repost @sandrobenve ・・・ D.P.C.M. ossia… Dovreste Premiare Chi Merita Ci sono decine di persone (purtroppo non più centinaia come prima ovviamente) che vengono a teatro a Tor Bella Monaca; che ogni sera, disciplinatamente, ordinatamente, consapevolmente scelgono di venirci a vedere perché ne sentono il bisogno. Si sottopongono a dichiarazioni, firme, rilevamento della temperatura, sanificazioni ogni volta che vanno al bagno o toccano qualsiasi cosa, mettono il guanto offerto dal teatro per prendersi un bene di consumo alle macchinette distributrici al fine di non lasciare proprie impronte sui pulsanti, stanno lontane l’una dall’altra in una sala costantemente sanificata. E dopo essere entrate una alla volta vedono lo spettacolo tenendo la mascherina sul viso e poi se ne vann finita la recita ad uno ad uno, una fila alla volta senza sostare nei locali all’interno del teatro ma uscendo subito all’esterno se desiderano scambiare due chiacchiere o aspettare per salutare gli attori. Non c’è statisticamente un solo caso che si sappia di una persona che si sia infettata a teatro… E nonostante tutto questo noi del teatro, noi di tutti i teatri d’Italia dobbiamo chiudere? Una volta il buon esempio veniva premiato. Oggi la parte più educata del Paese – perché chi va a teatro, oltre che per divertirsi – lo fa per educarsi al bello, per tenere vispo il proprio cervello… oggi, questa parte del Paese necessaria più che mai al Paese stesso, deve arrendersi alla paura dell’orco? Perché? La nostra cautela dovrebbe insegnarvi qualcosa a voi che decidete i voti da dare guardando gli italiani come se fossero un’unica e informe massa di carne non pensante. Mi fate paura, ve lo dico con spavento. Voi che state decidendo di stabilire nuovi confini tirando linee rette e nette anziché ragionate, mi fate paura. E questo non è bello, non lo è per niente. Lasciateci almeno tentare di sopravvivere nel modo più triste ma almeno dignitoso possibile. Grazie.

Un post condiviso da Stefano Fresi (@stefano.fresi) in data:

Non c’è statisticamente un solo caso che si sappia di una persona che si sia infettata a teatro… E nonostante tutto questo noi del teatro, noi di tutti i teatri d’Italia dobbiamo chiudere?

Una volta il buon esempio veniva premiato – si legge in uno dei passaggi più signficativi – Oggi la parte più educata del Paese – perché chi va a teatro, oltre che per divertirsi – lo fa per educarsi al bello, per tenere vispo il proprio cervello… oggi, questa parte del Paese necessaria più che mai al Paese stesso, deve arrendersi alla paura dell’orco?