Claudio Baglioni, il nuovo album è “vero, sincero, fatto a mano e interamente suonato”

“Un album ideato e composto come una volta. Vero, sincero, fatto a mano e interamente suonato”Sono queste le parole che Claudio Baglioni ha scelto per descrivere il suo nuovo album di inediti (l’ultimo è del 2013), che uscirà il 4 dicembre. L’annuncio è arrivato anche via social.

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IL 4 DICEMBRE 2020 ESCE IL NUOVO ATTESISSIMO ALBUM DI INEDITI “Un album ideato e composto come una volta. Vero, sincero, fatto a mano e interamente suonato”. Sono le parole che @claudiobaglioniofficial sceglie per parlare, per la prima volta, del suo nuovo attesissimo album di inediti, il primo, dopo sette anni di riflessione e scrittura, che uscirà il 4 dicembre 2020. Baglioni non rivela ancora il titolo del suo nuovo lavoro discografico (sedicesimo album in studio della sua cinquantennale straordinaria carriera). “Solo alla fine – spiega – ascoltandolo parlare e guardandolo negli occhi, saprò che nome dargli”. @claudiobaglioniofficial tornerà sulle scene live nel 2021 con lo spettacolo “DODICI NOTE”, in cui la musica e le parole del cantante e compositore italiano si fondono in una dimensione live di pop-rock sinfonico che unisce grande orchestra classica, coro lirico, big band e voci moderne. “DODICI NOTE” partirà dalle Terme di Caracalla di Roma, dal 4 al 18 giugno 2021: 12 serate con l’orchestra sinfonica, il coro lirico, il suo gruppo di solisti e coristi. A questi 12 concerti, si aggiungono ora 2 nuovi appuntamenti live in due teatri luoghi d’arte unici al mondo: una seconda data al Teatro Greco di Siracusa il 17 luglio (dopo quella del 16 luglio) e una seconda data all’Arena di Verona il 12 settembre (dopo quella dell’11 settembre). #4dicembre2020 @sonymusicitaly @friendsandpartners Ph: Angelo Trani

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Baglioni non rivela però ancora il titolo del suo nuovo lavoro discografico. Solo alla fine, ascoltandolo parlare e guardandolo negli occhi, saprò che nome dargli – ma racconta – è un progetto al quale ho dedicato tutto me stesso, a partire dalla scrittura, strutturata come non accadeva da tempo, su linee melodiche e processi armonici che la musica popolare, sembra offrire sempre meno. Le sonorità sono tutte vere – nel senso di “acustiche” … ne sono venuti fuori dodici pezzi suonati dalla prima all’ultima nota, da un gruppo di musicisti straordinari, che fanno quello che ci si aspetta da loro: suonare con tutta la creatività, l’invenzione, l’energia e la passione… Un album che, in un certo senso, si potrebbe definire “classico”. Non per il genere di musica, naturalmente, ma per il fatto che rappresenta una sorta di ritorno alle origini di quella grande tradizione pop – fiorita tra metà anni Sessanta e metà anni Settanta – nella quale ogni vinile che si pubblicava era come il miracolo di una nascita”.