Claudio Baglioni: “In questa storia che è la mia” diventa un’opera-concerto totale

Uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali. È In questa storia che è la mia”, l’opera pop-rock-sinfonico-contemporanea, tratta dall’omonimo e ultimo album di inediti di Claudio Baglioni.

Eccezionale nell’ideazione – parole e musiche di Claudio Baglioni, direzione artistica di Giuliano Peparini – e soprattutto nella realizzazione.

In tempi normali, sottolinea una nota, non sarebbe mai stato possibile dar vita a un’opera che trasforma in ambiente scenico ogni spazio – retropalco, palchi, golfo mistico, platea, foyer, camerini e corridoi – del Teatro nel quale va in scena.

Artista, orchestra, coro e parte del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, rock-band, vocalist, danzatori, performer e acrobati (188 artisti e musicisti) animeranno ogni angolo della struttura, illuminando, oltre al palcoscenico, spazi che, solitamente,  non sono luoghi di rappresentazione.

In questa storia che è la mia” debutta in streaming, il 2 giugno sulla piattaforma ITsART.

Si tratta di un nuovo sipario digitale per teatro, musica, cinema, danza e ogni forma d’arte, live e on-demand, che si accenderà il prossimo 31 maggio – ha evidenziato lo stesso Baglioni sui social – con contenuti disponibili in Italia e all’estero.

Il progetto è un’anteprima assoluta. Non solo perché tema, narrazione, canzoni e allestimento musicale e scenico sono originali ma perché “In questa storia che è la mia riprende – estendendola – l’idea wagneriana di opera d’arte totale.

Arte totale in un intero teatro, dunque – nei significati che il combinarsi di queste due formule è in grado di esprimere – che finisce col rivelare un’estetica cinematografica, tanto da trasformare “In questa storia che è la mia” in un inedito FilmOpera.

Come accade nella cinematografia, infatti, le diverse scene di questo atto unico sono state riprese da diversi punti di vista – attraverso un incalzante ed emozionante uso di campi e controcampi – così da unire al lirismo fisico del teatro, la magia metafisica del cinema.

È la storia di un grande amore e dell’amore stesso: amore personale – reale o ideale, fisico o mentale, vissuto o semplicemente vagheggiato ma, sempre inatteso, sorprendente, travolgente – di un “uomo di varietà” e della sua “principessa”.

Ma anche amore universale: antico, eppure ogni volta incredibilmente nuovo, che anima ogni venatura del tempo – passato, presente e futuro – e dà senso e valore a tutte le stagioni della vita: fanciullezza, adolescenza, gioventù, maturità.

Lo spettacolo – della durata di novanta minuti – si apre con un monologo – scritto da Claudio Baglioni e interpretato da Pierfrancesco Favino – e un preludio danzato affidato all’étoile Eleonora Abbagnato.

La direzione di orchestra e coro è di Danilo Minotti, mentre la direzione della band di Baglioni è affidata a Paolo Gianolio, che ha firmato gli arrangiamenti e le orchestrazioni di nove dei quattordici brani dell’album.

Gli arrangiamenti degli altri sette brani portano, invece, la firma di Celso Valli. I contributi solistici sono di Giancarlo Ciminelli, Alessandro Tomei, Roberto Pagani, Danilo Rea e Giovanni Baglioni, che esegue la suite finale dell’album.

La regia teatrale è di Giuliano Peparini, la fotografia è di Ivan Pierri, la regia televisiva è di Luigi Antonini.

Tutte le informazioni sui social dell’artista.