Diego: il saluto della musica italiana

Mentre il feretro di Maradona è nel palazzo presidenziale argentino a Buenos Aires, dove è stata allestita la camera ardente, Napoli continua ad omaggiarlo.

In tanti si recano allo stadio San Paolo – già è partito l’iter burocratico per intitolarlo al campione – e ai Quartieri Spagnoli, sotto il murales realizzato, alla fine degli anni ’80, in via Emanuele De Deo. La struttura sportiva di Fuorigrotta è diventata meta di un pellegrinaggio laico: sciarpe, bandiere azzurre, ma anche fiori, lumini, candele e striscioni che inneggiano al Pibe de Oro, per sette anni l’idolo sportivo della città.

Anche il mondo della musica italiana lo ricorda.

Se n’è andato il più grande, il piú discusso e il più amato giocatore di tutti i tempi. Ora riposa in pace Dieguito” scrive Fiorella Mannoia che dedica due post al campione.

Nel secondo sceglie di leggere un brano tratto da un libro pubblicato nel 2008, dal titolo “Specchi” di Eduardo Galeano nel quale si evidenziano le contraddizioni di Maradona ma … “gli dei non vanno in pensione“.

Pieno di pathos e nostalgia il ricordo di Cesare Cremonini che lo riporta bambino. Dolce amara la morale “Maradona vinceva e perdeva da solo. Solo come un uomo, solo come Dio

Pigia sull’acceleratore della memoria anche Edoardo Bennato che valorizza la generosità di colui che definisce un amico “lo ritrovai nelle cucine che distribuiva biglietti da cinquatamila lire ai cuochi e ai lavapiatti.”

Se Marco Masini sceglie un saluto in lingua “Adios Leyenda“, Arisa riconosce l’ingiustizia di una perdita “te ne sei andato troppo presto“.

Tra i tanti artisti che scrivono e ricordano anche Vasco Rossi, che conia la felice espressione “incantatore di palloni“, mentre Claudio Baglioni scegli di non usare parole….

Solo un’immagine di Diego in primo piano con il cantautore italiano sullo sfondo … un colpo troppo forte … che toglie qualunque commento!