Pooh: … resta il ricordo degli abbracci con Stefano

Ciao caro Stefano, questo nostro abbraccio non lo dimenticherò mai!“. Roby Facchinetti esprime tutto il dolore del “dopo Stefano d’Orazio” e lo fa pensando intimamente ai Pooh.

Quell’abbraccio, infatti, sembra esprimere il desiderio di trattenere … o di salutare, colui che è stato più di un amico di palco, ma un fratello. Un sentimento condiviso da tutti i componenti del gruppo.

Dopo le tante lacrime, sempre Roby Facchinetti pubblica un post intenso e commovente – che parte da Instagram e approda su Facebook – nel quale, tra l’altro, sottolinea come “a Roma, la sua città, la città più bella del mondo, sono stato testimone d’un omaggio impareggiabile nei suoi confronti: e di riflesso un po’ anche nei confronti della storia dei Pooh“.

Una partecipazione corale del “popolo dei Pooh” cheha alleggerito un poco la devastazione per la perdita di Stefano. È stato un regalo, un riconoscimento unico

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Carissimi amici, quando il dolore è troppo profondo e ci devasta, è difficile fare altro che dar spazio a lacrime e silenzio. E infatti avrete notato, nelle ultime ore, quanto poco io abbia parlato, di questa tragedia della perdita del nostro amatissimo Stefano. Ma credo che ora sia giunto il momento di condividere con voi anche qualche parola e qualche riflessione, oltre al dolore; a Stefano glielo dobbiamo, in fondo, glielo devo. Fra l’altro, ieri a Roma, la sua città, la città più bella del mondo, sono stato testimone d’un omaggio impareggiabile nei suoi confronti: e di riflesso un po’ anche nei confronti della storia dei Pooh. La sindaca Raggi ha voluto che Roma si accomiatasse da un suo figlio autentico in modo splendido, commovente, anche confortante. Per me, per i miei amici per sempre, soprattutto per Tiziana, per sua sorella Paola, per la figlia Silvia. Il Campidoglio, addirittura, ha dato il primo commiato a Stefano. Poi tutta Roma, colma di persone in lacrime e di applausi per lui. E poi in piazza del Popolo c’eravate moltissimi di voi, del popolo dei Pooh, che lo salutavate anche cantando le nostre, le sue canzoni. E credete, tutto questo ha alleggerito un poco la devastazione per la perdita di Stefano. È stato un regalo, un riconoscimento unico, per il quale voglio ringraziare la sindaca Virginia Raggi e Roma stessa: grazie Roma, come cantava in quella magnifica canzone l’amico Venditti. Ancora oggi, comunque, faccio fatica a credere che ci hai lasciati, amico mio. Il messaggio della tua adorata Tiziana al telefono, venerdì sera, è stato solo il primo chilometro d’una maratona di dolore e smarrimento, il primo passo d’un lungo viaggio nell’incredulità, nel non accettare di non poterti più chiamare, vedere, abbracciare. Porto ancora spesso, istintivamente, la mano al cellulare per farti uno squillo, sai? Per continuare a parlare e a lavorare insieme, come abbiamo fatto in questi anni dal “Parsifal” a “Rinascerò rinascerai” agli altri inediti. E invece… (Continua sulla pagina Facebook link in bio)

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La vicinanza popolare non lenisce il dolore, ma dà la misura di quanto Stefano sia stato amato, perché unico “sei stato davvero un grande uomo, Stefano. Una persona magnifica, forse la migliore che abbia conosciuto. Ed è stato un dono poter condividere anche con te l’avventura più bella della mia vita. Quello che mi hai insegnato lo terrò sempre nel cuore, e assieme alla tua arte sappi che ti rende immortale, ti rende sempre vivo, fa che tu sia continuamente con noi“.

Da qui la promessa di Roby di portare a termine i progetti avviati insieme

Da domani – scrive ancora – ti prometto che lavorerò perché il nostro “Parsifal”, anch’esso rinviato dalla pandemia, possa andare in scena e andarci come tu lo volevi. Mi assumo la responsabilità di questo, vivrò artisticamente anche e soprattutto per questo, d’ora in poi”

Ma ora le parole finiscono... – conclude Roby – E che rabbia anche a pensare che tu non ci hai neanche potuto lasciare l’ultima tua parola,

Pur se a malincuore, facendo coraggio alla moglie Tiziana e, di riflesso, a coloro che rimangono, Roby concludeciao, Stefano. Anzi… Solo una cosa, ancora. Grazie d’aver scritto per noi anche quei versi magnifici, nei quali ho la certezza che hai anticipato il senso forte di questo periodo tremendo, che recitano “Quando tutto sarà finito / torneremo a riveder le stelle”. Perché sai, pensandoci su, trovo bellissimo pensare che adesso che per te tutto è finito, per quanto ciò ci addolori, le stelle tu le starai facendo ridere: rendendole ancor più luminose. Perché adesso la tua casa è proprio lassù fra le stelle. Quelle stelle per cui pure tu hai dovuto timbrare il passaporto“.

Anche Dodi Battaglia sceglie di salutare Stefano con le parole della canzone “Un vero amico”, perché, scrive “Uno dei modi più belli per ricordarti è attraverso le tue parole. Ciao amico mio…

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