Festival di Sanremo 2024: decisivi i voti delle radio

Che le radio siano importanti per il Festival targato Amadeus è vero da sempre. Per l’edizione 2024 – la quinta consecutiva firmata dal conduttore e direttore artistico- ancora di più.

Quest’anno, infatti, per la prima volta al posto della giuria demoscopica saranno le radio a ricoprire la terza parte dei voti (insieme al pubblico e alla sala stampa).

E’ stato ribadito durante la giornata dedicata ai giornalisti per il preascolto dei trenta brani che dal 6 al 10 febbraio si contenderanno la vittoria finale.

Le radio per me sono molto importanti – ha sottolineato, tra l’altro, Amadeus perché come ho detto spesso, il successo di un brano è il fatto di sentirlo in radio anche dopo tanto tempo.

Le radio sono il polso della discografia italiana“.

Le variabili, quindi, che interessano Amadeus sono il testo, il ritmo, quanto “funziona” il pezzo in radio e, molto importante, quanto pubblico il più trasversale possibile può catturare.

E’ uno dei meriti della gestione Amadeus, infatti, l’avvicinamento dei più giovani – negli ultimi anni si è passati dal 30% al 90% di interesse dei giovani a Sanremo – oltre alla permanenza dei più anziani, per i quali il Festival è una tradizione irrinunciabile.

La famosa canzone sanremese, a volte studiata persino a tavolino, non c’è più. Adesso non si scrive più la canzone per Sanremo – ha spiegato Amadeus – adesso presenti un brano che può andar bene per qualsiasi periodo dell’anno. E questo è vincente”.

Ho ricevuto oltre 400 brani – ha dettagliato – non si sono presentati brani di band rock, dopo i Maneskin. Quanti sono stati gli artisti a cui ho chiesto direttamente io? Una decina, tra loro Amoroso e Mahmood e un paio me li sono conservati dallo scorso anno, tra questi Maninni”.

Volendo riassumere, quelli del 74esimo Festival saranno brani orecchiabili che sicuramente funzioneranno in radio, con molta discoteca, tanto rap e urban, zero rock (eccetto Loredana Bertè). Sarà presente anche la ballad melodica, ma affiancata all’elettronico-rap. Una canzone sarà in napoletano.

Non faccio distinzioni tra generi musicali, il mio obiettivo era quello di portare l’attualità discografica a Sanremo, cioè fare in modo che le canzoni di Sanremo rispettassero i gusti del pubblico – un’altra delle riflessioni di Amadeus – Non ho mai cambiato il testo di nessuna canzone in 5 anni, per me la canzone è un’opera d’arte e cambiarla sarebbe un sacrilegio”.

A proposito delle tematiche, a fare da padrone, come sempre, l’amore. Amore perso, amore autobiografico, amore finito, amore trovato. Pochissimi, ma presenti, temi più attuali, in particolare i migranti, la guerra, ma anche argomenti a impatto sociale e femminile.

A me non interessa il tema sociale di per sé – ha ribadito il direttore artistico – a me interessa che il tema sia abbinato a un brano forte, che funziona. Se è un tema sociale importante ma poi ti accorgi che il brano ti stanca, non lo scelgo, farei un danno al tema sociale e a Sanremo stesso”.

Ci sarà quindi, molto da ascoltare e molto da scrivere e, come sempre, è già tempo di toto-vincitore.

Come si comporteranno i trionfatori degli anni scorsi come Diodato e Mahmood che si mettono di nuovo in gioco? O che impatto avranno i veterani come Renga e Nek che stanno portando avanti un progetto comune? E perché non puntare sulle donne? D’altra parte l’ultima cantante a conquistare il gradino più alto fu Arisa nel 2014. Lei non ci sarà, ma il gruppo delle colleghe è ricco e molto rappresentativo!

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