Adriano Celentano: ragazzi che vi ammucchiate … mi fido di voi!

Abbiamo un traguardo da raggiungere. Forse il più importante della storia. Perché sarà quello della vittoria. E il modo per vincere lo conosciamo: dobbiamo rispettare al 100% le regole indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo dobbiamo assolutamente fare. Altrimenti ragazzi che vi ammucchiate, non avete la più pallida idea di quello che ci potrebbe accadere. Ma io mi fido di voi!” 

Adriano Celentano sceglie Instagram e Facebook per divulgare un testo in video sul tema emergenza sanitaria – che, pur richiamando la necessità di rispettare le regole, si conclude con una dichiarazione di fiducia rivolta proprio a quei ragazzi che non le rispettano.

La voce recitante è quella di una donna, ma le parole sono tipiche del molleggiato: “Ehi ragazzi. Credo sia arrivato il momento di darci una mossa! Mi rivolgo soprattutto ai giovani. Quei giovani che di giovane hanno soltanto il fisico, ma per il resto… sono troppo vecchi per il mio carattere“.

L’appello è anche per pensare con spirito critico, valutando “le colossali stronzate che dicono i negazionisti e non mi riferisco solo a quelli che criminosamente negano lo sterminio ebraico perpetrato dal nazismo e tanto meno di riferisco ai dibattiti medico-televisivi“. 

Nella situazione in cui stiamo vivendo, scrive ancora Celentano, “meno male che ci sono i medici, se non ci fossero loro a tenerci per mano in questa drammatica attraversata, saremo ancora più sbandati di quei giovani. Per cui i veri negazionisti siete “quei giovani” che senza mascherina, per esibire una prova di forza, a dir poco insensata, vi radunate in pericolose ammucchiate senza un minimo di distanza, respirandovi addosso qualunque cosa“.

Lo chiamate coraggio? – si legge in uno degli ultimi passaggi – No. Questa è pura follia di massa. Certo non bisogna farsi prendere dal panico, come giustamente dicono i medici, bisogna uscire di casa e socializzare, non smettere di studiare, lavorare, fare tutto come se il virus non ci fosse, perché se l’economia crolla, non moriremo solo di virus, ma anche di fame“.