Dite bugie? tenete sotto controllo il metabolismo

Siete mentitori cronici? Non è una questione di volontà ma di metabolismo!

Lo ha stabilito uno studio internazionale coordinato dal Joint Research Center della Commissione Europea i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista Scientific Reports, del gruppo Nature.

I ricercatori, anche italiani, hanno dimostrato che la propensione a dire il falso dipende dai livelli di glucosio nel sangue e che potrebbe esistere un legame con l’obesità.

I partecipanti all’esperimento hanno ricevuto un bicchiere coperto con dentro un dado a 3 facce colorate. A seconda del colore riportato, i soggetti avrebbero ricevuto una ricompensa differente: 3 euro se fosse uscito rosso, 1 euro se giallo, nulla se blu. Metà dei soggetti ha tirato il dado prima di ricevere una colazione standard in laboratorio, mentre l’altra metà subito dopo averla fatta.Ed ecco che l’esperimento ha mostrato quanti di loro hanno barato.

Solamente i soggetti con indice di massa corporea sotto 25, e in particolare donne, hanno dimostrato di essere più onesti dopo aver fatto colazioneha spiegato la prima autrice della ricerca.

Allo stesso tempo, quando la bugia serviva a evitare di riportare il colore blu associato a zero ricompense, più dell’80% dei soggetti obesi ha mentito, indipendentemente dalla colazione“Questo dato ci dice che la condizione di obesità potrebbe essere associata ad una difficoltà a gestire potenziali perdite”.

In pratica, i cambiamenti dello status energetico, come quelli provocati da digiuno e sazietà, sottolinea sempre la ricercatrice,possono influenzare una vasta gamma di processi cognitivi, quali memoria, attenzione, propensione al rischio e autocontrollo. Quest’ultimo è un elemento centrale per la capacità di compiere scelte etiche e morali”.

Insomma, è proprio vero che le decisioni importanti vanno prese a stomaco pieno?Anche se rimane difficile spiegare l’influenza del metabolismo sul rispetto delle norme morali soltanto attraverso una prospettiva energetica – conclude una delle autrici – la speranza è che studi come questo possano però contribuire ad aumentare l’interesse verso questa tematica interdisciplinare, migliorando la nostra comprensione dei meccanismi psicologici, economici e biologici che governano le scelte morali”.