L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026. La cerimonia inaugurale

Dalla ricostruzione alla ribalta nazionale: L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026.

La città ha inaugurato un anno di oltre 300 iniziative culturali, tra mostre, spettacoli e progetti territoriali.

Alla cerimonia ufficiale – all’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza – presente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il centro storico si è trasformato in un percorso narrativo all’aperto.

Lo spettacolo di droni “Sotto un unico cielo” ha dato avvio agli appuntamenti pubblici, seguito dalla parata con il gigante di luce Dundu lungo corso Vittorio Emanuele II fino a Piazza Duomo, dove lo spettacolo “La Città Celestiale”, l’accensione dell’installazione luminosa “Il Faro 99” e l’intervento del sindaco hanno chiuso la giornata inaugurale.

A fare da cornice performance artistiche itineranti nelle vie del centro storico.

Ha così preso il via un programma che attraverserà tutto il 2026: 300 giorni tra produzioni originali, grandi mostre, musica, teatro, danza, cinema, ricerca, progetti di partecipazione e cittadinanza attiva.

L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 si fonda su un’idea precisa: non una città sola, ma un sistema territoriale che coinvolge paesi, aree interne, istituzioni culturali e di ricerca, università, associazioni e imprese creative.

L’iniziativa intreccia grandi produzioni nazionali e internazionali, il rafforzamento degli eventi identitari del territorio – Perdonanza Celestiniana, Cantieri dell’Immaginario, Jazz Italiano per le Terre del Sisma, Festival delle Città del Medioevo – e nuovi progetti espositivi e performativi in collaborazione con il MAXXI L’Aquila e le principali realtà culturali del territorio.

Insieme a cantieri culturali diffusi, percorsi di rigenerazione urbana, azioni pilota nei quartieri e nei paesi, programmi di alta formazione artistica e musicale.