

Armonie perfette, corsetti stravaganti e arrangiamenti ingegnosi. Un look strabiliante e sempre garbatamente autoironico, le signore che hanno portato i palchi off di Londra nel cuore del mainstream, tanti dischi di platino e fan famosissimi, da Michael Bublé e Cyndi Lauper a Robbie Williams e persino Re Carlo.
Da vent’anni, le Puppini Sisters regalano al pubblico di tutto il mondo il fascino vintage del loro stile personalissimo e fuochi d’artificio vocali.
Per celebrare il 2026, che segna i 20 anni dal loro fortunato debutto discografico, il gruppo presenta un nuovo disco, “The Birthday Party”, in uscita il 27 marzo, oltre ad un tour celebrativo nel Regno Unito – The Birthday Tour – che si terrà a maggio.
La fondatrice, compositrice, arrangiatrice, e leader Marcella Puppini e Kate Mullins, membro originale della band, si sono riunite con Rosanna Schura, una delle prime Puppini Sisters che, dopo il distacco, era ritornata nell’ensemble solo per un breve periodo nel 2016.
Saranno inoltre in tour con la stessa formazione presente nell’album: il multistrumentista Martin Kolarides alla chitarra, il jazzista Henrik Jensen al contrabbasso e il compositore londinese Peter Ibbetson alla batteria.
‘The Birthday Party’ sarà dunque il settimo album in studio del celebre trio vocale e raccoglierà nuove canzoni e nuovi arrangiamenti creati appositamente in vista del ventennale, fra cui il primo singolo con la rilettura originale di ‘Total Eclipse of the Heart’, definito da Marcella come “camp as hell!”.
“Da quando abbiamo iniziato a pensare al progetto per il nostro Birthday Party, abbiamo creato una lunga lista di nuovi pezzi, sia originali sia in arrangiamento di grandi standard – racconta Marcella – poi le abbiamo provate: alcuni si sono rivelati dei colossali fallimenti, altri ci sono piaciuti assai. Generalmente la gente pensa che qualsiasi canzone possa entrare nel nostro mondo, ma non è affatto così”.
Ovviamente tra le nuove reinvenzioni vocali non poteva mancare ‘Happy Birthday’. “Questo album è la nostra festa – dice Marcella – Dovevamo brindare a noi stesse. E questa festa si apre con un valzer, poi passa al country-swing e fa un breve accenno a Stevie Wonder e 50 Cent. È un pastiche divertente”.
Tra gli standards jazz Puppini Sisters affrontano ‘Take The A Train’, ‘Honeysuckle Rose’ e ‘Take Five’, confermandosi ormai da 20 anni l’ensemble più trasversale ai generi del nuovo millennio.
“Take Five è un caso particolare, divertente, perché confesso di non amarla molto, ma alla fine sono rimasta conquistata proprio dalla nostra nuova versione – sempre Marcella – è la canzone jazz più venduta di tutti i tempi, quindi la vera sfida era quella di portarla con soddisfazione nel nostro mondo sonoro”.
Dagli anni ’70 poi arriva la canzone italiana e francese “Parole Parole”, che le Puppini Sisters hanno spesso eseguito dal vivo, ma mai inciso.
Una vera sfida per una musicista e cantante che, pur vivendo da quasi 40 anni a Londra, è comunque italiana e bene ha in mente la potente aura di Mina su questo brano.
Ma la versione divertente, complessa e straniante delle Puppini Sisters porta “Parole Parole” in un universo sofisticato e sognante, un labirinto sonoro che pur rispettando tutte le linee melodiche, non lambisce nemmeno lontanamente il confronto con la misteriosa diva della canzone italiana.
Tra i pezzi originali e scritti appositamente per il ventennale si contano ‘Hey Sister’, un allegro inno all’autocelebrazione, e ‘Postcards From The Road’, scritta a quattro mani da Marcella e Kate, intessendo una serie di divertenti racconti tratti dai loro vent’anni di carriera insieme.
Marcella, originaria di Bologna, ha formato il trio al Trinity College of Music di Londra nel 2004 e l’anno successivo hanno firmato il loro primo contratto discografico.
Il loro album di debutto, “Betcha Bottom Dollar”, ha visto i loro arrangiamenti swing e sfrontati trasformare canzoni di tutte le epoche: “Mr Sandman”, “Jeepers Creepers” e “Boogie Woogie Bugle Boy” (da Company B) affiancavano “Heart of Glass” dei Blondie, “Wuthering Heights” di Kate Bush e “Panic” degli Smiths.
L’album è entrato nella Top 20 britannica ed è rimasto per quasi un anno nella classifica Billboard.
Da allora le Puppini Sisters hanno girato il mondo, dando davvero vita ad una nuova tendenza stilistica mentre il pop mainstream abbracciava molto in fretta la loro estetica ispirata al burlesque.
Il look retrò-glam delle Puppini Sisters deriva inizialmente da Vivienne Westwood, dove Marcella lavorava, e dalla scena underground dei club dell’East London.
Le Puppini Sisters sin dal debutto hanno quindi conquistato e unito due mondi all’epoca ancora distanti: la scena dei club e il mainstream.
Nel corso degli anni poi, questi due poli hanno visto diminuire molto la distanza tra loro. Ma le Puppini Sisters, definite talvolta swing punk oppure The Spice Girls del jazz, rimangono invece sempre semplicemente fedeli a sé stesse.
“Non ci siamo mai interessate alle tendenze. Siamo donne in carriera, prendiamo le nostre decisioni e facciamo la musica che abbiamo sempre amato”.
E ancora: “All’epoca era difficile trovare capi in stile anni ’40 e ’50. Ora ci sono negozi online che li producono a prezzi convenienti e negozi specializzati dove è possibile acquistare gli originali a prezzi irrisori. Ci aspettavamo un boom del vintage, ma nemmeno io riesco a credere alle dimensioni che ha preso oggi”.
Ma l’album ed il tour sono anche l’occasione per ricordare alcuni dei momenti più divertenti della loro carriera, dal Re Carlo III di cui Marcella ricorda: “Abbiamo incontrato l’allora Principe Carlo quando abbiamo partecipato al Royal Variety Show. Era con Camilla, ci siamo stretti la mano, lui è andato avanti e poi è tornato indietro quando ha capito chi eravamo. Ha detto: ‘Oh, siete voi! Qualcuno mi ha dato il vostro CD e penso che sia splendido’”.
Senza dimenticare la lunga collaborazione con Bublé: “Lavorare con Michael Bublé è stato fantastico. Siamo volate a Los Angeles per registrare con lui. Quando siamo arrivate, la prima cosa che ci ha detto è che aveva fatto jogging ascoltando il nostro album di Natale. È un tipo eccentrico, molto divertente”.










