A sorpresa, Ghali questa notte ha pubblicato “Basta”, uno dei brani spoilerati lo scorso settembre al Gran Teatro a Fiera Milano Live.
L’ha fatto usando la sua cifra più riconoscibile: l’urgenza. Un pezzo costruito come un flusso continuo, in cui la ripetizione ossessiva del titolo diventa mantra e insieme grido di saturazione: “Basta”.
“Basta” è molto più di una parola: è reazione, punto di rottura, il segnale che il linguaggio non basta più a contenere quello che succede.
L’assenza della copertina di “Basta” riflette un’uscita maturata all’ultimo e senza preavviso, lasciando spazio solo al messaggio e all’impatto immediato della musica.
“Basta” arriva in una fase complessa, caratterizzata dalle polemiche nate attorno alla partecipazione dell’artista alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, prevista stasera dalle 20 e arricchita dalla presenza di grandi nomi della scena internazionale come Mariah Carey, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Cecilia Bartoli e Lang Lang.
Sulle sue pagine social, poche ore prima dell’uscita del brano, era stata pubblicata una lunga lettera scritta in italiano, inglese e arabo, nella quale il rapper italiano di origine tunisine denuncia di essere stato escluso dall’esecuzione dell’inno di Mameli durante la cerimonia di apertura dei Giochi, dopo un primo invito da parte degli organizzatori.
Citando Pier Paolo Pasolini, Ghali racconta di sentirsi accettato, ma solo a determinate condizioni:
“So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro” scrive nel messaggio citando l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 14 novembre 1974 “Cos’è questo golpe? Io so”.











