Dal ranuncolo alla violaciocca, dagli anemoni alle bocche di leone, il San Valentino 2026 ha visto la rivincita del fiore italiano, con una nuova disponibilità di varietà nazionali che vanno ad arricchire la scelta del bouquet floreale, abbinando sostenibilità e bellezza.
Ad affermarlo è un’analisi di Coldiretti su dati Assofloro, l’associazione dei florovivaisti nazionali, dopo la Festa degli Innamorati.
Mazzi di fiori e piante si confermano ancora il regalo più gettonato, tanto da essere scelti dal 56% di coloro che donano qualcosa per l’occasione, largamente davanti a dolciumi, abbigliamento e gioielli.
I fiori tricolori rappresentano un’alternativa sostenibile alle tradizionali rose, che in questo periodo provengono nella stragrande maggioranza dei casi dal Kenya o dalla Colombia, in situazioni di scarsissimo rispetto per i diritti dei lavoratori, oltre all’uso di sostanze vietate da decenni nella Ue.
Le serre italiane sono diventate sempre più green con l’impiego di materiali a km zero per la terra per sostituire torba e fibra di cocco, il progetto di vasi biocompostabili, l’uso di energie rinnovabili per il riscaldamento delle serre e un attento uso dell’acqua.
Ma oltre ad essere sostenibili i bouquet Made in Italy tendono a durare più a lungo, poiché non devono affrontare lunghi viaggi che compromettono la freschezza di quelli importati.
Perseguita la raccomandazione dell’acquisto dai produttori o nei mercati contadini di Campagna Amica, per scegliere fiori nazionali al 100%, sostenendo le comunità locali e rispettando l’ambiente e i posti di lavoro.
San Valentino, come sempre, è stato un momento importante per il settore florovivaistico italiano, un settore importante per l’economia del Paese che ha raggiunto nel 2024 il valore di 3,3 miliardi di euro, grazie al lavoro delle 19mila imprese impegnate a produrre su una superficie di 30mila ettari.











