“È una canzone umana. E’ una canzone che prende come riferimento non la politica, ma la brutalità dell’essere umano. E racconta di un essere estremamente fragile, come può essere una bambina, va oltre la politica. La politica è il servizio dell’uomo. Non è l’uomo il servizio della politica. Quindi definire una canzone politica è come farle un torto, è ridurla. Invece va ampliata”.
Ermal Meta torna in gara al Festival di Sanremo tra i Big della 76esima edizione con “Stella stellina”, una canzone importante, di resistenza e speranza, nonostante tutto.
Racconta, attraverso un testo poetico, mai retorico e immagini fortemente evocative, la storia di una bambina palestinese che non ha volutamente un nome, diventando così rappresentazione di tutti i bambini innocenti colpiti dalla violenza.
“Stella Stellina parla di una bambina di Gaza vista dagli occhi di un suo connazionale – racconta Ermal – È nata in un momento come tanti in cui stavo suonando, cantando, inventando canzoni e melodie per la mia figlia piccola e poi mi erano rimaste in mente delle immagini che avevo visto qualche ora prima davvero sconvolgenti, le immagini che provenivano da Gaza.
Ho preso quella melodia, quella che mi ero inventato qualche ora prima per giocare con mia figlia, e ne ho fatto una canzone”.
Ermal continua a spiegare che non parla solo delle situazione a Gaza: “Può essere una qualunque bambina innocente, perché i bambini non devono pagare il prezzo della follia degli adulti, ma quello che sta accadendo in Palestina è sotto gli occhi di tutti, è una catastrofe umanitaria”.
Ribadisce che non intende fare politica: “Sento la responsabilità nei confronti di me stesso, non voglio maschere. Non voglio allontanarmi da quello che provo e questo porta a una riflessione a uno sguardo su ciò che mi circonda. Guardo il mondo, lontano e vicino, e cerco di tradurlo in musica”.
Sotto il profilo musicale, le sonorità mediorientali che caratterizzano la produzione curata da Ermal e Dardust, ci trasportano immediatamente in quella parte di mondo, anche grazie all’utilizzo sapiente di strumenti come l’oud che contribuiscono a definire un impianto sonoro coerente con il racconto, rafforzandone l’impatto emotivo.
E proprio con Dardust, Ermal Meta sarà protagonista nella serata della Cover dove i due artisti proporranno Golden Hour
“Conosco Dardust da molto tempo e nonostante tutte le canzoni che abbiamo scritto, mi sorprendo ogni volta che ci ritroviamo – ha scritto Ermal – Questa volta saremo sul palco insieme per la serata delle cover.
Sarà una grande emozione e spero che non mi scappi qualche risata dato che quando sei su un palco con qualcuno, c’è anche quello che sapete dell’altro, tutte le cose divertenti che sono successe negli anni. Da quando io ero solo Ermal e tu solo Dario”.
In ogni caso, l’avventura sanremese è tutta da scrivere, perché il Festival, per l’artista “è tutto, tranne le aspettative, perché non sono uno che vi vede aspettative, però ricordi sì, ansia tantissima, momenti anche divertenti, grandi, grandi e inaspettate soddisfazioni”…. ed infatti è “un palco sacro, che va assolutamente rispettato”.
E in caso vittoria, cosa succederà con Eurovision? “Ci sono diversi modi di protestare, uno è esserci e dire la propria, poi credo che proprio per il messaggio che ha la canzone, penso sarebbe sbagliato boicottare Eurovision. Sarebbe più giusto cantare della casa che brucia proprio in quel posto, per amplificare il messaggio”.
Nella settimana di Sanremo, inoltre, uscirà il sesto album, “Funzioni vitali”, prima dell’avvio dell’avventura live.
“E’ un giro d’orizzonte del mio mondo, la copertina racconta il mio mondo con una serie di oggetti e simboli”.










