Alex Wyse ha pubblicato il singolo +LOVE estratto dal suo ultimo progetto musicale, l’album Dicono che tutte le cose belle poi finiscono, che racconta le emozioni e le contraddizioni di una generazione sospesa tra il bisogno di autenticità e la paura di esporsi davvero.
Il disco nasce da un percorso di ricerca tra suono e linguaggio, avviato a partire dall’esperienza sanremese e si muove attorno a un senso diffuso di irrequietezza: quello di chi fatica a riconoscersi pienamente nel proprio tempo.
Da qui prende forma uno sguardo romantico e sfocato verso epoche mai vissute, ma interiorizzate attraverso film, musica e immaginari del passato.
Il nuovo singolo racconta proprio di quel momento sospeso in cui si vive qualcosa di intenso ma che ancora non si riesce a spiegare con le parole. C’è il desiderio, c’è la notte, c’è una leggerezza che sembra quasi proteggerti, eppure sotto la superficie affiora una domanda precisa: quello che stai provando è reale oppure no?
“Volevo che avesse un’energia libera, quasi estiva, capace di farti muovere senza pensieri, ma attraversata da una sottile malinconia, da un senso di ricerca che non si spegne mai. Perché, in fondo, parla proprio di questo: del bisogno di qualcosa di più autentico, di più sincero, quando tutto intorno sembra consumarsi troppo in fretta” – racconta Alex Wyse.
Ne emerge un racconto emotivo coerente, in cui convivono ribellione e vulnerabilità, leggerezza e malinconia. Al centro, la ricerca di sé in un mondo che impone modelli irraggiungibili e il tentativo di liberarsene per tornare a una dimensione più autentica.
“La più grande ispirazione parte sempre dalla mia vita, da quello che vivo, da quello che non capisco, da tutti i pensieri che mi attraversano e che, a un certo punto, sento il bisogno di trasformare in musica” – ha spiegato sui social Alex a proposito del proprio processo creativo – “Però poi, a unire davvero tutti i puntini, sono anche le persone che incontri lungo la strada. (…) Quelle che ti aiutano a vedere più chiaro dentro qualcosa che, da solo, magari non riuscivi ancora a spiegarti“
Credits: Instagram e Youtube











