“... sapere che “The Nameless Ballad” ( il mio sesto film) sarà presentato nel leggendario Saturday Night Gala, il prestigioso slot delle 21:00 del sabato sera, il 29 agosto, davanti a uno dei pubblici horror più appassionati e competenti al mondo, mi emoziona profondamente”.
Federico Zampaglione sui social non nasconde l’orgoglio per la prima mondiale del suo ultimo film “The Nameless Ballad” il 29 agosto, alla 26esima edizione del Tubi FrightFest di Londra, (alle ore 21:00) durante lo spazio del Saturday Night Gala.
L’artista, che torna alla regia dopo il successo di “The Well”, venduto in 104 paesi nel mondo, aggiunge, tra l’altro “per me questo momento è il risultato di un percorso iniziato nel 2006, fatto di passione, ostinazione, cadute e ripartenze. Vent’anni dedicati a questo genere, cercando sempre di raccontarlo con la mia identità”.
Alla proiezione al più importante festival del Regno Unito dedicato al cinema horror, fantasy, sci-fi e thriller, saranno presenti lo stesso Zampaglione e parte del cast, tra cui le attrici Giglia Marra e Alana Boden.
“The Nameless Ballad” sarà distribuito nelle sale italiane a partire dal 5 novembre 2026 e avrà delle anteprime in tutta Italia nel giorno di Halloween.
Sceneggiato dal regista con Barbara Baraldi, scrittrice e curatrice editoriale di Dylan Dog, il film è interpretato da Jamie Ward (His Dark Materials) con Giglia Marra, Alana Boden, Fabrizio Ferracane, Seumas Sargent, Reed Stokes, Sergio Ceglie, Mia Desando e Vincenzo De Michele, in un cast che unisce interpreti italiani e internazionali.
“The Nameless Ballad” racconta di Sam Gallo, musicista inglese di ventisette anni di origine italiana, che precipita in una devastante crisi creativa e nella dipendenza dai farmaci.
Schiacciato dalle pressioni del proprio entourage, che pretende un nuovo successo, torna in Italia, nei luoghi della sua infanzia, nel disperato tentativo di ritrovare l’ispirazione perduta. Ma nella casa in cui sceglie di isolarsi, entra in contatto con oscure presenze che sembrano nutrirsi delle sue paure, della sua angoscia e del suo disperato bisogno di creare musica.
Quella che credeva essere la sua ultima possibilità di rinascita si trasforma lentamente in un incubo, dove il confine tra realtà e soprannaturale diventa sempre più sottile
“Sono felice che, con il mio team di lavoro, stiamo contribuendo a riportare il cinema horror italiano in spazi internazionali sempre più importanti – ha concluso il frontman dei Tiromancino – E adesso non vedo l’ora di condividere questo viaggio con il pubblico. Ci vediamo al cinema e, prima ancora, ci vediamo a Londra!”.











