Elisa: “Kintsugi… e sono la mia opera” a Roma Film Fest

“Oggi posso farvi vedere anche la locandina! Inizia un periodo importante per me, venerdì presenteremo “Kintsugi… e sono la mia opera” alla Festa del Cinema di Roma. È anche un modo per ascoltare in anteprima le canzoni del nuovo disco, che uscirà tra poco più di un mese, il 27 novembre, e per l’occasione organizzeremo tre grandi eventi in un cinema di Milano, Roma e Bologna dove potremo incontrarci. Non vedo l’ora che tutto diventi vostro“

Elisa mostra così, sui social, la locandina del mediometraggio diretto da Ludovico Boccianti, nel quale si racconta attraverso ricordi, domande e nuove consapevolezze.

L’anteprima è in programma venerdì 23 ottobre alle 18.30 al Teatro Olimpico Acea, nella sezione Special Screenings della 21esima Festa del Cinema di Roma.

Il progetto cinematografico – dal sottotitolo molto autobiografico: … e sono la mia opera, anticipa così il nuovo album – semplicemente “Kintsugi” atteso per il 27 novembre, in cui la musica diventa quasi il pretesto per svelare quanto, magari nella quotidianità, facciamo fatica perfino a confessare a noi stessi.

Un racconto che passa necessariamente attraverso una trasformazione intima e personale, alla quale può anche concorrere l’ufficializzazione della relazione con il musicista, storico compagno di vita e padre dei due figli, Andrea Rigonat.

“Kintsugi non è solo un album, ma anche un film… – aveva scritto la cantautrice sui social mostrando il trailer del film al cinema dal 26 novembre – Questo è uno dei lavori più radicali e onesti che io abbia mai fatto. ……“

“Ho sentito il bisogno di raccontare gli stati d’animo che ho attraversato durante un momento rivoluzionario della mia vita. Come persona, più che come artista – si legge ancora – L’ho fatto attraverso questo film, con zero filtri, perchè l’onestà era l’aspetto per me più importante.

Qui dentro ci sono le mie nuove canzoni, e i sentimenti che le hanno fatte nascere. Ho letto a voce alta i miei pensieri, anche quelli più intimi, scomodi e fragili. E c’è la danza, che mi accompagna da tutta la vita.
Perchè ho finalmente trovato il coraggio di ballare senza più chiudermi dietro a una porta”.

C’è una frase pronunciata da Elisa – protagonista e voce narrante del progetto – che sembra racchiudere il senso del mediometraggio: “Sono libera e liberata e sono la mia opera”.

Il viaggio della cantautrice è scandito dalle canzoni che diventano passaggi attraverso cui esplorare differenti parti di sé, alla ricerca di una verità che arriva soltanto quando si trova il coraggio di fermarsi ad ascoltare.

In questa prospettiva, non si tratta solo di presentare un nuovo lavoro al pubblico, Elisa è una donna che si interroga sul proprio vissuto, sul tempo e sul senso profondo delle esperienze attraversate, quasi a cercarne un sottotesto che potrebbe far acquisire loro una dimensione differente.