“Sono un bravo studente, studiare fa bene alla psiche, perché aiuta a diventare persone più felici e serene. A 46 anni bisogna studiare di più che da ragazzini, studiavo 7 ore al giorno. Il disco è nato in 6 mesi e ho capito che il merito era dello studio, perché mi ha liberto energie, ha cambiato il mio rapporto con la scrittura, e mi ha riportato al piacere di farlo. Resto però un dilettante al sax”.
Cesare Cremonini ha deciso di raccontarsi più di sempre in “Amateur” il suo decimo album di inediti (in uscita il 23 ottobre), presentato dal vivo a Londra, sul palco dell’O2 Shepherd’s Bush Empire, uno dei luoghi simbolo della musica live londinese.
E proprio nella capitale britannica – oltre che a Bologna – il disco ha preso forma ed è stato registrato. E’ “nato in 6 mesi“ … durante il tempo dello studio del sax, strumento diventato importantissimo per l’artista.
“Londra per me era necessaria, perché il disco è nato qui – ha detto incontrando i giornalisti nella sede della casa discografica Universal nella capitale britannica – e poi perché volevo allontanarlo da me, dalla mia immagine. In Inghilterra non sono nessuno, volevo che la musica fosse centrale, ho scelto Londra perché è il luogo giusto per parlare di musica”.
“Amateur” vuole essere quindi una sorta di sfida e di scommessa prima con se stesso, poi con l’algoritmo e la massificazione della musica: una sfida che merita di essere vinta.
“C’è una piccola parte di me che gode a sentirsi in trincea, ma quello che io cerco da sempre è rispettare e dare valore alla musica, che è la cosa più importante di me – ha ribadito ai giornalisti – Questo disco non verrà capito dall’algoritmo che regola le piattaforme digitali. In passato si era detto che il digitale avrebbe liberato la musica, ma non è stato così, la ha ingabbiata proponendoci solo cose che già ci piacciono”.
“Amateur”, nel suo significato originario, è chi fa qualcosa perché la ama.
“Sono un amateur, è come se fosse il primo disco per me, mi sento in esordiente, sono felice e curioso come un esordiente – ha spiegato, tra l’altro, l’autore – Per me questo non è un disco specchio dove è facile riconoscersi, ma è una porta bellissima porta in cui io invito tutto a entrare. E’ un album sulla vita, il disco non può essere partorito dal dolore, finalmente posso dire di aver fatto un disco pieno di speranza”.
Sia nell’album che nel live, ci sono Salmo, Fabri Fibra e Malika Ayane e una superband internazionale, collaborazioni sono state cruciali per definire le sonorità e i testi del suo lavoro.
Particolarmente poetico il brano “cose molto piccole”
“Malika è un’artista che conosce le cose di cui sto parlando, ma è una delle ultime voci che sa rappresentare le cose piccole della vita, come il risotto al pomodoro, la polvere sui mobili, la semplicità, le cose non urlate – ha spiegato Cremonini che in passato è stato legato sentimentalmente a lei – Ho voluto cantare con lei per raccontare il miracolo del dettaglio. Non abbiamo mai interrotto il nostro dialogo e la nostra amicizia, andare in studio con lei è stato naturale e bellissimo, lei ha dato ordine e femminilità a questo disco” .












