“Cambiare l’acqua ai fiori”: anteprima a Rome Film Fest. Nel cast anche Castellitto

 Solo in Italia il romanzo di Valérie Perrin ha venduto un milione di copie e ora c’è grandissima attesa per il film “Cambiare l’acqua ai fiori” diretto da Jean-Pierre Jeunet, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, che arriverà nei cinema italiani il 5 gennaio 2027.

Ad interpretare Violette Toussaint, la custode del piccolo cimitero della Borgogna che ha ferite profonde ma una luce che illumina tutto ciò che la circonda, c’è l’attrice francese Le la Bekhti

“Violette è un personaggio piuttosto misterioso, timida ma profondamente vivace – ha detto – volevo attraversare la sua vita. Violette può essere fragile ma anche molto forte, sin da bambina ha una enorme insicurezza affettiva e questo la rende fragile e febbrile. Io mi auguro che il suo percorso possa in qualche modo dare una forza alle donne”.

Jeunet è il regista di un altro film amatissimo, “Il favoloso mondo di Amélie” e alla domanda se Violette e Amélie si somiglino in qualche modo, ha risposto:

“Tutte e due alla fine vincono, senza cercare una rinascita: Amélie fa del bene ma senza un obiettivo e Valérie attraversa un lutto ma ritrova la vita. Il punto in comune, per me, è che dimostrano che bisogna avere fiducia nella vita, senza cercare di ottenere qualcosa per forza, perché le cose arrivano”.

Nel cast, oltre a Matthias Schoenaerts e Melvil Poupaud, anche Sergio Castellitto.

“Ho amato moltissimo il mio personaggio – ha detto l’attore e regista – è l’angelo custode (della protagonista, ndr). Ho sempre adorato Jean-Pierre, sa maneggiare con grande sapienza il dramma, il melodramma, con un tocco di surrealismo, di leggerezza. È davvero un maestro in questo“.   

Castellitto interpreta Sasha il custode del cimitero prima di Violette: un uomo che, pur con un passato tragico, è pieno di positività, amore per la vita e voglia di scoprire il mondo.

“E’ un personaggio leggero ma tragico – sempre Castellitto – e quindi si trattava di sapere trovare l’equilibrio giusto tra la tragedia della sua vita e la sua leggerezza, la sua ironia. In qualche misura si avvicina a un mondo italiano”.

Sasha è il responsabile della “guarigione emotiva” della protagonista, il cui travolgente percorso passa tra amore, traumi, incontri appassionanti, dolore, lutto, empatia e rinascita.

Violette, dopo essere stata a lungo col marito Philippe (Schoenaerts), tanto affascinante quanto incostante e infedele, addetta ad un passaggio al livello nella campagna francese, diventa custode di un piccolo cimitero in Borgogna. Un cambiamento parallelo al suo percorso nel dolore per la perdita della figlia piccola.

“So quanto sia difficile mettere in scena un libro, soprattutto se ha avuto un grande successo – ha aggiunto ancora Castellitto che spesso ha diretto film tratti dai libri della moglie Margareth Mazzantini – E spesso poi succede che magari da libri mediocri si ottengono dei bellissimi film oppure da libri straordinari si ottengono dei film piuttosto normali. Invece Jean-Pierre Jeunet è riuscito a nascondersi in qualche modo dentro al libro. Secondo me la riuscita è veramente formidabile”.