Consumo peperoncino vola a 4,8 mld dollari nel mondo (+56% in Italia)

Il mercato mondiale del peperoncino sta vivendo un’era di espansione commerciale e culturale straordinaria, passando dai 3,38 miliardi di dollari del 2019 ai 4,8 miliardi di dollari registrati nel 2025, con proiezioni ufficiali che supereranno i 5 miliardi già nel 2026.

I dati di settore stimano una crescita costante fino a toccare gli 8,1 miliardi entro il 2034.

L’Italia si posiziona in prima linea in questa transizione gastronomica: secondo i dati Coldiretti, nell’ultimo decennio il consumo nazionale è aumentato del 56% .

Un fenomeno trainato non solo dalle proprietà salutistiche, ma dall’esplosione di veri e propri trend di consumo internazionali come lo “swicy”(l’accostamento di dolce e piccante) e il “frycy” (frutta e piccante), oltre allo sdoganamento quotidiano di condimenti come il chili crisp e gli oli aromatici.

Nonostante questi numeri da capogiro, il mondo dei peperoncini e la loro biodiversità rimangono ancora poco noti al grande pubblico, che spesso associa questo ingrediente a una generica sensazione di bruciore, ignorando la complessità di famiglie, profili aromatici e sfumature gustative che ogni singola varietà racchiude.

A dare un volto e un’identità territoriale italiana a questo macro-trend internazionale è Giuliana Polo, che vive e lavora a Celleno, un piccolo paesino a nord del Lazio famoso in tutta Italia per il suo suggestivo Borgo Fantasma.

Da oltre dieci anni, Giuliana studia e coltiva direttamente nel territorio viterbese più di 100 varietà di peperoncini provenienti da ogni continente, trasformando la sua cucina in un osservatorio agroalimentare unico.

La sua autorevolezza nel settore l’ha portata a essere la sola donna amministratrice di ChilliHeads EU, una delle più importanti community internazionali di coltivazione e cultura del piccante con oltre 18.500 membri.

Forte di questo legame tra dinamiche globali e radici locali, l’autrice torna ora con il suo secondo libro: La Dispensa di Giugiù – Legumi Piccanti, che segue il successo del primo volume dedicato interamente alle salse.

Con questo nuovo capitolo ho voluto unire la semplicità e la genuinità dei legumi, che appartengono alla nostra cultura rurale, con l’infinita varietà di sfumature che il peperoncino sa regalare – sottolinea l’autrice – Il mondo dei peperoncini è ancora poco noto: non si tratta solo di “piccantezza”, ma di un universo di aromi e gusti straordinari che variano radicalmente per intensità.

Possiamo passare dalle note fruttate, agrumate ed estremamente strong di un Habanero o di un Fatalii (perfetti per dare carattere a una zuppa di ceci), fino ai sentori dolci, affumicati e resinosi di un Jalapeño o di un Ancho, che avvolgono delicatamente il sapore dei fagioli senza coprirlo.

Mettere ordine tra queste ricette è stato per me un viaggio profondo, un modo per dare continuità a un cammino condiviso e per trasformare i momenti più difficili in qualcosa di vivo, colorato e accogliente, proprio come la nostra terra!”