

Dardust, tra i più innovativi pianisti e compositori italiani della nuova generazione, esporrà nel Padiglione Venezia durante la 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (9 maggio – 22 novembre 2026), portando la sua interpretazione di Venezia con l’installazione “SommersiVo“ e firmando una composizione originale nell’ambito del progetto espositivo Note persistenti, a cura di Giovanna Zabotti.
Dardust ha sviluppato un’installazione immersiva in cui il suono diventa materia viva e generativa.
“SommersiVo nasce dall’idea che alcuni suoni esistano solo sotto la superficie – spiega – Venezia è una città che vive su due livelli: quello visibile e quello sommerso, fatto di memoria, stratificazioni e tempo sospeso. La musica diventa un’immersione in questo spazio invisibile, dove ogni nota si fa eco e continua a vibrare anche quando sembra svanire.
In dialogo con il Padiglione Venezia, il mio lavoro attraversa la dimensione più profonda della città, provando a tradurla in suono: un luogo in cui passato e presente si fondono, e in cui ciò che siamo stati non scompare, ma rimane, sommerso e vivo. È qui che si manifesta il gesto più sovversivo del suono: continuare a esistere come memoria al di là del tempo e dello spazio”.
Il progetto, realizzato in collaborazione con lo scenografo Paolo Fantin e con il supporto tecnologico di H-Farm e Cisco, si basa su un sistema sonoro alimentato da intelligenza artificiale, capace di reagire in tempo reale ai suoni della città, ai dati ambientali e alla presenza del pubblico.
Otto appuntamenti fissi al giorno, allo scoccare dell’ora, per tutto il periodo della Biennale, attraverso un pianoforte che suona autonomamente e dà forma a un paesaggio musicale in continua trasformazione, in cui ogni esperienza è unica e irripetibile.
Venezia stessa si configura come un organismo sonoro dinamico, mentre il visitatore diventa parte attiva del processo creativo.










