Raccontare la ricerca attraverso le persone, nei luoghi della vita quotidiana, portandone le storie nello spazio pubblico e culturale.
E’ l’intento del progetto “Humans of Research” nato nel 2021 e ispirato a esperienze narrative internazionali come Humans of New Yorki.
Ideato, prodotto e realizzato dall’impresa sociale di comunicazione della scienza Psiquadro insieme a Magazzini Creativi, Humans of Research, dopo avere trovato il suo momento pubblico nelle vie e piazze delle città, approda ora a Perugia, nelle sale di Palazzo della Penna – Centro per le Arti Contemporanee, diventando una mostra fotografica visitabile fino al 19 aprile
Una tappa, quella perugina, nella quale si invita il visitatore ad entrare con maggiore profondità nelle storie personali e professionali che attraversano il mondo della ricerca.
Negli scatti del fotografo Marco Giugliarelli, donne e uomini della ricerca vengono ritratti nei luoghi che meglio raccontano il loro rapporto con il lavoro scientifico, lontano da rappresentazioni stereotipate o celebrative.
I testi del giornalista scientifico Francesco Aiello trasformano ogni ritratto in un racconto che permette di entrare nelle esperienze e nelle scelte di chi fa ricerca.
I 12 protagonisti provenienti da università, centri di ricerca e istituzioni scientifiche italiane ed europee, compongono un panorama ampio e interdisciplinare.
Dalla genetica agraria dell’Università degli Studi di Perugia, rappresentata da Emidio Albertini, alla sorveglianza dei vulcani condotta da Boris Behncke presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania; dalle ricerche sul rapporto tra giornalismo e immagine sviluppate da Dario Boemia tra Università IULM di Milano e Boston College Italy, agli studi di ecotossicologia marina di Martina Capriotti dell’Università degli Studi di Camerino.
Il percorso attraversa inoltre la storia medievale indagata da Gemma Teresa Colesanti presso l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, la riflessione etica proposta da Giovanni Grandi dell’Università degli Studi di Trieste, la medicina rigenerativa studiata da Francesco Grassi presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e le ricerche su foreste e cambiamenti climatici portate avanti da Giacomo Grassi al Joint Research Centre della Commissione Europea.
Accanto a questi percorsi trovano spazio la nanotecnologia sviluppata da Jummi Laishram all’Area Science Park di Trieste, l’ingegneria chimica e l’esperienza sportiva internazionale di Rossana Pasquino dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, la medicina di precisione studiata da Giorgio Patelli tra IFOM – Istituto Fondazione di Oncologia Molecolare ETS e Università degli Studi di Milano, e gli studi sulle relazioni internazionali di Cecilia Emma Sottilotta dell’Università per Stranieri di Perugia.
Il progetto rappresenta una sfida comunicativa e culturale: parlare di ricerca senza costruire eroi, ma lasciando emergere la dimensione umana di chi contribuisce ogni giorno alla produzione di conoscenza.






















