“Essere nominato “commendatore della Repubblica” fa sorridere molti, e un po’ anche me, e capisco che faccia anche storcere qualche naso, mi sarei aspettato tutto nella vita ma non questo, sebbene non era da escludere, in quanto per me lavoro, etica, senso del dovere, voglia di fare bene, sviluppo, ricerca, impegno, rispetto, innovazione, amore e passione siano una sola cosa”.
In un lungo video-post Jovanotti racconta la visita al Quirinale e l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per ricevere direttamente da lui il titolo di Commendatore “con facoltà di fregiarsi delle relative insegne”.
“Quando ho saputo di questa onorificenza mi sono commosso – ha scritto – pensando soprattutto a quanto ne sarebbero stati felici i miei genitori, che quando ero un ragazzino erano più impauriti che entusiasti della mia passione per un lavoro che per loro era il contrario di un “lavoro”, e che io stesso mi stavo inventando, perché quel lavoro non aveva un nome”.
Il racconto dell’avvio della carriera è dolcissimo: “quando andai ad aprire la mia partita IVA perchè iniziavo ad essere pagato per qualche serata nei locali scrissi “artista” e a proposito di commozione mi ricordo che mi emozionai a scrivere quella parola, giuro, lo ricordo, roba da matti. Mi sentivo all’inizio di una grande avventura tutta da inventare.
Era esattamente quello che volevo essere, un artista, senza sapere bene come esserlo, tranne che per un richiamo forte verso l’espressione di forme musicali, visive, ritmiche, creando sequenze, organizzando i suoni e l’immagine, mettendo in scena un modo di essere e soprattutto scatenando energia, l’energia che sentivo traboccare da ogni cellula“.
Il tempo è passato, ma le sensazioni rimangono intatte “energia che sento traboccare anche adesso mentre scrivo queste parole, un’energia che scaturisce da una sorgente che non smette mai. Anche se a volte la perdo di vista poi la riscopro, so che lei è lì, viva e freschissima”.
Ed a proposito della professione, grazie alla quale è diventato “Commenda” … “attraverso il mio “lavoro” mi espongo e intercetto da una vita tante persone con i loro punti di vista più disparati, famiglie, momenti, passaggi, serate, scelte, idee, opinioni, a volte mi capita di sentirmi al centro di una rotatoria con il traffico che mi gira intorno, e in fondo é dove io stesso mi sono messo e mi va bene stare”.
Solo qualche giorno fa l’artista aveva ricevuto notizia della nomina ed il commento era stato di grande gratitudine “un grande onore. Una grande emozione, sono felice, orgoglioso e grato.
Lo dedico alle mie ragazze, alla memoria dei miei genitori, alla mia famiglia, al mio paese e a voi che siete la mia gente e avete reso possibile ció che sembra impossibile.
La mia passione mi ha regalato cose meravigliose, questa non me l’aspettavo proprio, e mi emoziona molto. Grazie“
Ringraziamenti che ha ribadito nella sua magica giornata romana “grazie a tutti voi che avete gioito per questa nomina come se riguardasse un po’ anche voi. É così, lo confermo, riguarda anche voi, cari commendatori del ritmo e dell’energia, amici di tante avventure condivise. Grazie ancora!










