L’Italia ama la musica classica! 1° posto in Europa per affluenza giovanile

Nell’ultimo anno, la Gen Z e i Millennials in Italia hanno registrato i tassi di partecipazione ai concerti di musica classica più alti d’Europa.

Al contempo, i Boomer italiani hanno mostrato uno dei livelli di coinvolgimento più forti a livello globale.

È quanto emerge dal rapporto Classical Pulse 2026: Prospettive sulle abitudini di ascolto della musica classica, il primo studio globale realizzato da Candlelight (i concerti a lume di candela) che analizza le abitudini di oltre 8.000 persone in dieci Paesi.

Condotto in modo indipendente, lo studio esplora le motivazioni che spingono il pubblico ad avvicinarsi alla musica classica, le barriere che incontrano e come queste esperienze possano evolversi per soddisfare meglio le loro aspettative.

Dalla ricerca emerge che più della metà degli italiani (57%) ha assistito a un concerto di musica classica almeno una volta nella vita.

Tra questi ultimi, spiccano le nuove generazioni: il 96% degli italiani under 45 ha partecipato a un concerto nell’ultimo anno, un dato che pone l’Italia al primo posto in Europa per affluenza giovanile.

Un entusiasmo simile si riscontra solo in America Latina, con il 95% in Messico e il 96% in Brasile.

L’Italia si distingue nel panorama globale anche per l’alto coinvolgimento delle fasce più mature. La fascia d’età 45-54 anni riporta un tasso di partecipazione dell’89% (il secondo più alto al mondo, a pari merito con la Francia e subito dopo il Messico).

Anche i Boomer italiani si posizionano ai vertici globali con il 77%, secondi solo alla Francia (79%) e al pari del Brasile.

Oltre alla partecipazione agli eventi, gli italiani portano avanti un legame personale diretto con il genere: il 45% dichiara di essere legato alla musica classica (come studente, insegnante, musicista dilettante o professionista, o tramite relazioni strette).

Tra chi esprime interesse, il 28% ascolta musica classica regolarmente, mentre il 49% lo fa occasionalmente.