Quando ti rivedrò
non so come farò
a capire se
ancora c’è
questo filo che
tra di noi
non si è fermato mai
se c’è in te
ancora la magia
che per me
non si è fermata
tu che non mi guardi
tu che non mi ascolti tu
che non mi parli tu
che non ti accorgi tu
che non mi ami tu
che non è vero
tu gli stessi occhi tu
la stessa bocca tu
la stessa voce tu
le stesse mani tu
la stessa storia tu
la stessa anima
quando ti rivedrò
non ci sarà un perché
tu non capirai
nemmeno io capirò perché
si va via
e ci si trova ancora
tornerà la strana magia
che tra noi
non è finita ancora
tu gli stessi occhi tu
la stessa bocca tu
la stessa voce tu
le stesse mani tu
la stessa storia tu
la stessa anima
noi gli stessi giorni noi
le stesse notti noi
le stessa sere noi
la stessa storia noi
lo stesso amore noi
la stessa vita
e torniamo a ridere
e torniamo a credere
che si può riprendere
dove si è fermato il tempo
È uscito Quando ti rivedrò, l’ultimo brano inedito di Gino Paoli che avrebbe dovuto essere cantato con Ornella Vanoni… se non se ne fosse andata prima… ma ad emularne la voce c’è la tromba di Paolo Fresu!
La canzone sarà contenuta nella nuova edizione della raccolta Appunti di un lungo viaggio l’album più originale e anticonvenzionale mai pubblicato da Paoli, un doppio uscito nel 2019, in arrivo venerdì 25 settembre.
Sul secondo disco, intitolato I ricordi, oltre all’inedito omonimo e a una versione di Ritornerai di Bruno Lauzi, i rifacimenti di una dozzina di classici di Paoli con la Roma Jazz String Orchestra e il trio formato dalla pianista Rita Marcotulli, il contrabbassista Ares Tavolazzi e il batterista Alfredo Golino.
Paolo Fresu commenta così l’iter creativo del brano
“Gino la attende (Ornella) per registrare la sua voce su Quando ti rivedrò, ma Ornella decide di andarsene tre giorni prima. Caterina Caselli mi chiama una settimana dopo e mi chiede di andare in studio per mettere la mia tromba sul brano. La voce di Gino è profonda ed emozionata. Il testo è magnifico e il brano scritto da Adriano Pennino è la quintessenza di ciò che Ornella è stata e di ciò che Gino vorrà essere. Il 10 dicembre in Fonoprint a Bologna la mia tromba diviene la voce di Ornella e tutto si ricompone. Anche Gino decide di andarsene senza avvisare nessuno. Tipico loro, in fondo. Del resto lo ha scritto lui su Ornella. Come dargli torto…“.
“Appunti di un lungo viaggio” conterrà anche la parole scritte da Gino Paoli sul brano: “come nasce una canzone? Credo che la domanda che mi è stata rivolta più spesso in quasi 70 anni di carriera sia questa. Così come credo di non aver dato mai la stessa risposta, perché la verità è che una regola non esiste. Almeno per me. Però di una cosa ero certo sin dal principio: volevo che a cantarla con me fosse Ornella. Invece lei ha avuto la pessima idea di andarsene appena prima di registrarla: l’aspettavo a casa mia, a Nervi, di lunedì e invece… Tipico suo, in fondo“.
“Nessuno poteva prendere il suo posto. Però riempire quel vuoto con la tromba di Paolo Fresu, che oltre a essere uno straordinario musicista era un grande amico di Ornella, mi è sembrata la soluzione migliore. Secondo me, per una volta, non avrebbe brontolato nemmeno lei”.











