8 Marzo: le donne guidano l’agricoltura del futuro

Il ruolo delle donne nei campi è sempre più centrale.

Secondo Coldiretti in Italia sono quasi 200 mila le imprenditrici agricole, pari a circa il 28% delle aziende del settore, una presenza che rende l’agricoltura uno dei comparti con la più alta partecipazione femminile.

Le imprese guidate da donne sono spesso protagoniste di percorsi innovativi e multifunzionali, dalla vendita diretta all’agriturismo, dall’agricoltura sociale alla trasformazione dei prodotti. Non a caso il 60% delle aziende agricole femminili è impegnato in attività sostenibili e green, mentre cresce anche il livello di formazione con una imprenditrice su quattro laureata.

E’ emerso durante la celebrazione dell’Anno internazionale della donna agricoltrice proclamato nel 2026 dalle Nazioni Unite, organizzato dalla Fao in collaborazione con Ifad, Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo e il WFP, Programma Alimentare Mondiale.

L’iniziativa, in vista della giornata internazionale della donna dell’8 marzo, ha riunito istituzioni, organizzazioni internazionali e leader del mondo rurale per valorizzare il ruolo delle donne nei sistemi agroalimentari e rafforzarne l’accesso a diritti, risorse e opportunità.

Nel corso del convegno è stata presentata la moneta celebrativa emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato insieme alla Fao, dedicata al ruolo delle donne nell’agricoltura globale.

Nella moneta coniata c’è la figura stilizzata di una donna e per rappresentare il ruolo delle donne nel mondo agricolo è stata scelta Cristina Brizzolari. Una scelta che racconta molto più di una storia personale e che sottolinea come l’agricoltura sia oggi uno spazio di innovazione, opportunità e nuovi percorsi di vita.

Brizzolari è stata individuata come simbolo di questo cambiamento proprio per il suo percorso.

Dopo una carriera nel mondo immobiliare e della consulenza, lontana dalla terra, l’incontro con un’antica cascina di famiglia nel Novarese ha cambiato radicalmente il suo orizzonte, portandola a scegliere l’agricoltura e la coltivazione del riso, alimento fondamentale per miliardi di persone nel mondo.

Da qui è nata la sua azienda agricola, a Casalbeltrame, dove ha recuperato e valorizzato le risaie puntando su qualità e innovazione, portando il suo riso anche sui mercati internazionali.

Il fatto che la Fao abbia scelto proprio una produttrice di riso rafforza il valore simbolico dell’iniziativa, visto che il riso rappresenta uno degli alimenti che sfamano il pianeta.