Come un’araba fenice, Céline Dion ha fatto il suo ritorno sul palcoscenico. Grazie alla sua musica è rinata, come solo lei sa fare, come un’araba fenice, con un’eleganza e una sobrietà senza tempo: a dimostrare che quando la propria passione per l’arte e lo spettacolo sono così intense, sono capaci di superare quasi ogni ostacolo.
Dopo più di sei anni di assenza dal mondo dello spettacolo, con lo sguardo commosso e la voce carica di emozione ha esordito regalando al suo pubblico, 30.000 spettatori solo nella prima data del suo residence-tour a Parigi, una promessa: “Voglio cantare per voi, catare per me, cantare la vita”.
Poche parole, le sue canzoni più famose, una performance intensa e profonda sono bastate a mandare in visibilio il pubblico, che – anche nei giorni successivi al concerto – ha continuato ad alimentare il tam-tam sui social e l’interesse sui suoi prossimi live alla Plenitude Arena di Parigi.
Durante il primo dei concerti della cantante canadese, Céline ha eseguito ben 25 brani, per una durata complessiva di due ore e un quarto, dimostrando la sua forza e resilienza nell’affrontare la patologia che le era stata diagnosticata nel 2022.
Dion è tuttora affetta dalla sindrome della persona rigida, una rara patologia neurologica autoimmune che causa rigidità muscolare progressiva e spasmi dolorosi e violenti che possono coinvolgere gli arti.
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