Kasia Smutniak: in “Mustang” vi mostro … ecco io sono quella roba lì!

“Negli anni questo strano posto, così diverso, così lontano è diventato casa. Forse solo adesso, forse guardando questo film, chi potrebbe mai essere curioso di chi sono io…. ecco, io sono quella roba lì”.

Kasia Smutniak porta alla Festa del Cinema di Roma in concorso una storia molto intima.

In “Mustang” racconta il luogo dove ha fondato la scuola in memoria del compagno Pietro Taricone, mostrando anche le immagini del loro primo viaggio insieme.

L’attrice-regista, attraverso i filmati di repertorio ritrovati dalla figlia Sophie, coinvolge gli spettatori nei viaggi compiuti dal 2003 ad oggi verso quel remoto villaggio del Nepal.

Attraverso la voce di Sophie, Kasia ripercorre oltre vent’anni di vita e l’impegno, tra mille difficoltà e ostacoli, per preservare la scuola che ha consentito a tanti bambini di quella regione di proseguire gli studi, senza dover abbandonare le proprie famiglie.

“E chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stata proprio quella bambina a raccontare questa storia – ha scritto sui social – Vorrei dire tante cose sulla locandina ufficiale di Mustang, ma forse lascio che parli questo scatto”.

Il percorso nasce dall’incontro con una donna speciale, Kunzoum, che guida la scuola: “Kunzoum per me è il centro della bussola – ha spiegato la regista – è come se lei, con la sua totale semplicità, con la sua vitalità, con la sua gioia, mi indicasse dove è il centro”.

Un progetto ambizioso, che nel raccontare quei luoghi sospesi nel tempo simboleggia anche la riconnessione di Kasia con se stessa.

“Ci ho messo tanto – ha scritto ancora – ma ancora adesso mi sembra troppo presto. Sette anni di lavoro, oltre 20 di vita. Qui dentro c’è tutto quello che volevo che fosse questo film. Mustang mi ha trascinata dentro un viaggio che si compie solo se ci si abbandona completamente. Io l’ho fatto, almeno ci ho provato. Ed è stato bellissimo”. 

Foto – Instagram