Una ragazzina sbircia dentro una vecchia chitarra abbandonata… così inizia l’avventura nell’immaginario di uno degli artisti più amati e importanti della musica italiana.
Francesco De Gregori è universale – dagli anni 70 a oggi, le sue storie in musica restano un patrimonio prezioso per tutti (è tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco) – e la sua poetica è diventata protagonista di uno dei libri silenziosi pubblicati e promossi da Carthusia ormai da quindici anni.
Dal titolo “Cantando con gli occhi”, è un progetto il cui spunto iniziale si deve a Claudio Corbino, presidente dell’Associazione Diplomatici e caro amico del cantautore, che ha condiviso la proposta di offrire un’esperienza di “lettura” della musica non attraverso l’ascolto, ma grazie alla forza poetica e visionaria di grandi immagini, accompagnando l’intero processo editoriale.
“Nelle canzoni di Francesco intere generazioni di ragazze e ragazzi hanno trovato compagnia – il commento di Corbino – ci ha restituito l’idea che l’esistenza umana, con tutte le sue complessità e i suoi acuti di gioia e di dolore, è qualcosa che è già stata vissuta prima di noi, da altri come noi, facendoci perciò sentire meno soli”.
Le tavole illustrate sono di Angelo Ruta, autore e illustratore di grande bravura e sensibilità che da anni pubblica con Carthusia albi illustrati tra cui molti silent book hanno fatto il resto.
Raccolti gli scenari evocativi e i personaggi indimenticabili di 14 tra le canzoni più famose di De Gregori, attraverso il filo rosso di una semplice domanda: dove vanno i personaggi delle canzoni quando le canzoni finiscono?
“Forse in altre storie. E forse in altre storie si incontrano tra di loro – sottolinea Ruta – in queste tavole ci si può soffermare a lungo sui particolari. Concediamoci il piacere di perderci in un’immagine cercandone il senso e di vedere raffigurate certe storie, anche se le conosciamo già. Storie cantate, che risuonano in testa senza stancarci, risvegliando ricordi o vestendosi di nuovi significati.»

Il percorso illustrativo diventa una successione di “scene madri”, ciascuna apparentemente compiuta, ma aperta e legata all’immagine successiva.
In ogni tavola c’è un punto culminante da scoprire e su cui posare l’occhio. Non è sempre visibile al primo sguardo e non è sempre centrale, ma guida lo sfogliare delle pagine, come se il lettore fosse introdotto alla narrazione da una cinepresa, richiamando il carattere cinematografico che è cifra stilistica di De Gregori.
E così, la chitarra abbandonata scrutata dalla bambina, si apre su un mondo: il tendone di un circo, una spoglia prateria, i tetti di periferia e il freddo oceano.
Scenari dove si muove la variegata umanità che popola le canzoni più iconiche del “Principe” dei cantautori, come lo aveva definito affettuosamente Lucio Dalla.

Nelle pagine finali sono raccolti i testi originali dei 14 brani che hanno ispirato la narrazione per immagini e le riflessioni e i contributi di coloro che hanno partecipato al progetto sostenendo la sua realizzazione.
“Quando Angelo Ruta mi ha proposto di ripercorrere la poetica musicale di De Gregori attraverso un libro silenzioso, la mia adesione è stata immediata – dice l’editrice Patrizia Zerbi – perché credo fortemente nelle potenzialità comunicative del silent book: il suo linguaggio visivo è democratico, non conosce barriere e tocca nel profondo il cuore di tutti. Lo fa con la stessa intensità delle splendide metafore presenti nelle canzoni di De Gregori”.











